Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Messina - A Taormina alberghi camuffati da B&b
di Massimo Mobilia

Conducevano attività e una serie di servizi annessi con guadagni illeciti e non dichiarati al Fisco. Un’ispezione della Guardia di finanza ha coinvolto sette strutture taorminesi

Tags: Taormina, Turismo



TAORMINA - Nella capitale del turismo siciliano esiste un mercato sommerso della ricettività turistica ancora tutto da scoperchiare. Hanno iniziato a scoprirlo i militari della Guardia di Finanza della locale compagnia di Taormina, con l’operazione che la scorsa settimana ha portato alla luce un’evasione di circa 2 milioni di euro in strutture che, sotto la veste di bed & breakfast o case vacanza in realtà conducevano una vera e propria attività alberghiera con una serie di servizi annessi e connessi alla semplice vendita di posti letto, con guadagni non dichiarati al fisco oltreché illeciti.

L’ispezione ha coinvolto sette strutture ed ha portato ad individuare in particolare, ricavi omessi per circa 700 mila euro più 68 mila euro di iva dovuta tra i cosiddetti b&b, più un’evasione da 1 milione e 100 mila euro con 90 mila euro di iva riguardante soltanto una casa vacanza.

Nel corso delle ispezioni “si riscontravano elementi indiziari - hanno spiegato i finanzieri - che denotavano un’offerta ricettiva prestata in maniera non occasionale e con una organizzazione di mezzi tali da realizzare l’esercizio di una vera e propria attività d’impresa”. In sostanza le attività erano collegate con una serie di servizi extra messi a disposizione del cliente, come escursioni, accessi agli stabilimenti balneari, convenzioni con ristoranti, che non è possibile intrattenere con strutture che non dovrebbero superare le 5 camere e 20 posti letto. E invece, proprio sul tetto massimo di camere e posti dichiarati alla Regione siciliana è stato trovato il sommerso, insieme a personale dipendente non regolarizzato, visto che le attività di B&b prevedono una “gestione familiare”.

È iniziato ad emergere insomma quello che da sempre è stato denunciato dalle locali associazioni alberghiere, ovvero decine e decine di appartamenti non regolari e di difficile localizzazione che, operando nel mercato turistico a prezzi low cost, determinano un danno economico non solo al fisco, ma all’economia di tutta la città e alle casse del Comune.

I “non regolari” infatti, sfuggono in primo luogo alla registrazione per il pagamento della tassa di soggiorno, determinando un mancato introito che, negli ultimi vertici tenuti a Palazzo dei Giurati tra gli operatori alberghieri e l’Ufficio Turistico, era stato individuato intorno a mezzo milione di euro. La City tax, che tra l’altro da quest’anno è stata aumentata e prevede un potenziale gettito di almeno 2,5 milioni di euro, da quando è entrata in vigore si è fermata a circa 1 milione e mezzo di incasso annuo.

L’altro lato della beffa riguarda poi il mancato rilevamento delle presenze turistiche. In un sistema già ampiamente criticato dagli addetti ai lavori, con l’introduzione del nuovo programma informatico web-based della Regione che per tutto il 2015 e in parte anche quest’anno ha dato problemi di configurazione e funzionalità con i software di gestione alberghiera, sfuggono ovviamente alla registrazione gli ospiti che hanno trascorso e trascorrono a Taormina le loro vacanze nelle strutture non registrate.

A conclusione del 2015 avevamo infatti già analizzato con tutti i dubbi del caso quel -8,6% venuto fuori dai dati ufficiali delle presenze rispetto al 2014, e che aveva alimentato il dibattito su una crisi turistica nella Perla certamente più grande di quella realmente vissuta.

Nei primi quattro mesi del 2016, da gennaio ad aprile, il Servizio turistico di Taormina ha annunciato invece un +11% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, frutto principalmente di un migliore funzionamento del software per la rilevazione dei dati, anche se numerose strutture lamentano ancora problemi. Un aumento dell’8% ha riguardato gli alberghi, mentre addirittura un +58% ha coinvolto le strutture complementari. Ovviamente quelle regolarmente registrate. Aggiungendovi tutto quello che ancora sfugge al controllo chissà se ancora di crisi turistica si possa parlare.

Articolo pubblicato il 13 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus