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Ars, stabilita la ripartizione dei 500 milioni
di Raffaella Pessina

L’intesa Stato-Regione è stata recepita ma non è andata giù a Fi e M5S. Anselmo (Pd): “Maggioranza ha dato prova di compattezza”

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Bilancio, Tabella H



PALERMO - Il Governo regionale ha portato a casa questa settimana la manovra di variazione del bilancio di previsione per il 2016 con 43 voti favorevoli, 4 contrari e un solo astenuto, così come abbiamo riferito ieri. Il gruppo di Forza Italia ha abbandonato l’Aula prima del voto, lo stesso ha fatto il Movimento cinquestelle. In particolare la manovra sblocca la spesa per precari, forestali, enti di ricerca, disabili, ex pip, consorzi di bonifica e universitari, accademie e teatri, stabilisce tra l’altro la ripartizione dei 500 milioni che la Sicilia ottiene grazie al patto finanziario tra lo Stato e la Regione, in buona parte destinati ai Comuni. Discordanti i commenti politici alle variazioni, che tra l’altro comprendono finanziamenti agli enti che una volta ricadevano nella famosa tabella H.
 
“Con l’approvazione delle variazioni di bilancio la maggioranza ha dato prova di compattezza e di responsabilità, garantendo le correzioni necessarie a rafforzare i conti della Regione anche alla luce del recente accordo con lo Stato sull’attuazione delle norme statutarie, che sblocca 500 milioni per la Sicilia – ha detto il capogruppo del Pd all’Ars, Alice Anselmo - è un voto importante per il presente e per il futuro della Sicilia. Dispiace che di fronte alla prova di maturità della maggioranza, le opposizioni abbiano tentato fino all’ultimo, in Aula, di sabotare questa norma mettendo a rischio la sicurezza dei conti pubblici: non si fa propaganda politica sulla pelle dei siciliani”.

Di diverso avviso Giovanni Panepinto, vicepresidente del gruppo PD all’Ars e il parlamentare regionale Mario Alloro: “è grave che in questa manovra il Governo non abbia accolto le esigenze degli agricoltori e dei lavoratori dei consorzi di bonifica”. E proseguono “Avevamo presentato due emendamenti per stanziare cinque milioni per ridurre i canoni irrigui e due milioni per garantire le 78 giornate ai lavoratori dei consorzi. Gli emendamenti - concludono Panepinto e Alloro - sono stati ignorati dal Governo che ha perso un’occasione per essere vicino a problemi dei siciliani”. I due parlamentari del Pd hanno ripresentato gli emendamenti al nuovo ddl di variazioni finanziarie in esame in commissione Bilancio.

Critico Marco Falcone, capogruppo azzurro all’Ars “Non condividendo l’accordo sul disegno di legge relativo alle variazioni di bilancio, il gruppo di Forza Italia, coerentemente a quanto preannunciato, è uscito dall’Aula, per sottolineare la contrarietà a una norma che non sarà né utile né vantaggiosa per la Sicilia, non risolverà i problemi dei comuni, dei precari, degli enti, delle società e di altre realtà consortili. Ma la cosa ancora più grave è che l’accordo voluto da Crocetta e Baccei lascia apertissima la voragine delle ex province, con 180 milioni di debiti, un vero e proprio macigno nei prossimi mesi per la Regione siciliana”.

Giancarlo Cancelleri (M5S) ha detto in Aula di aver “scoperto che questo miliardo e 400 milioni non sono altro che un altro debito, un ennesimo mutuo, certo che abbiamo risanato così i conti, continueremo a pagare le rate per i prossimi trent’anni. I 500 milioni - ha aggiunto Cancelleri - sono a fronte di trattenute che lo Stato ci farà”. E sempre in Aula l’assessore Baccei aveva tuonato contro tali dichiarazioni riaffermando che non si tratta di un mutuo.

Articolo pubblicato il 14 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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