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Sviluppo del Sud, le risorse ci sono
di Redazione

Il sottosegretario Luca Lotti: “Mancano le idee, i progetti e la capacità di spesa della pubblica amministrazione”. Altra criticità  non indifferente è rappresentata dalla mancata semplificazione delle procedure

Tags: Sviluppo, Uil, Luca Lotti, Carmelo Barbagallo



ROMA - Per le politiche di sviluppo del Sud, per il masterplan, “le risorse non sono un problema, ce ne siamo accorti subito, oggi l’Italia ha un patrimonio di circa 98 miliardi da qui al 2023 da spendere”. Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti, durante un seminario organizzato dalla Uil. “Il problema però è la mancanza delle idee, dei progetti, e la capacità di spesa della pubblica amministrazione e della semplificazione delle procedure”, ha continuato Lotti specificando di aver ereditato dal Cipe “una situazione con una miriade, oltre mille progetti, approvati nei 7 anni precedenti, che non arrivavano nemmeno nella cabina di regia del Cipe per poter andare avanti. La maggior parte di questi progetti arrivava delle nostre regioni del Sud”.

La percentuale di utilizzo dei fondi europei, “lasciata in eredità dai governi precedenti - continua Lotti - era del 15% al 31 dicembre 2011, al termine della programmazione dei 7 anni precedenti. Abbiamo lavorato coi ministeri e le regioni per arrivare al 100% dei fondi entro la scadenza del 31 dicembre e ce l’abbiamo fatta. Ma dobbiamo fare di più”. Secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, “con lo stesso approccio abbiamo deciso di inaugurare lo strumento del patto per il Sud che chiude la stagione dei finanziamenti a pioggia e porta ad una collaborazione stringente tra Stato, regione e città metropolitane” e proprio nei patti per il Sud, Lotti ha aggiunto che saranno investiti “12 miliardi” e che i primi patti “sono già stati firmati, perché il Sud non può essere solo un riferimento retorico, ma una sfida concreta, perché se il Sud riparte, riparte anche l’Italia”. Infine, Lotti ha fatto notare che, “dopo 7 anni il Mezzogiorno è tornato a crescere, pochissimo ma vuol dire che qualcosa forse si è invertito”.

Sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni del segretario generale della UIl, Carmelo Barbagallo, secondo cui il vero problema per il Sud, “è quello non solo di spendere le risorse, ma di avere progetti che ci facciano utilizzare le decine e decine di miliardi che abbiamo a disposizione e che diventa un crimine non utilizzare”. Durante il seminario organizzato dal sindacato sulle politiche industriali e il Sud, Barbagallo ha detto: “Avevamo detto già l’anno scorso a Bari, durante un’iniziativa sul Mezzogiorno, che vogliamo fare la nostra parte perché se il Mezzogiorno rimane la palla al piede del Paese, il Paese stesso non va avanti”, ha aggiunto Barbagallo sottolineando che “una delle nostre proposte era quella di commissariare quelle regioni che non spendevano le risorse europee”.

Articolo pubblicato il 14 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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