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Quegli incassi “extratributari”, partecipate, multe e asili-nido
di Francesco Torre

Dai tributi si introitano invece 495 mln €, mentre i virtuosi arrivano a 528 mln. Solo 134 mln € per le amministrazioni siciliane, 362 per quelle del Nord

Tags: Enti Locali



PALERMO - Come può il Comune di Messina lamentarsi di non aver avuto trasferimenti per la difesa delle proprie montagne e del sistema idrogeologico della città quando ha avuto, rispetto alla sua omologa Verona, ben 34 milioni in più da Stato e Regione? Come può lamentarsi di essere stata dimenticata dal resto d’Italia quando è al suo interno che non riesce a recuperare risorse per lo sviluppo, con un totale di entrate extratributarie che è ridicolo, di soli 13,5 mln di euro, di fronte ai 95 mln di euro recuperati da Verona, che tra l’altro riesce ad introitare anche 8 mln in più di entrate tributarie correnti?
è proprio il caso di dire: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. E ciò non riguarda solo il comune peloritano.

Complessivamente, i 3 comuni siciliani incassano 495 mln di euro di entrate tributarie (contro i 528 delle “gemelle”) e, dato eclatante, solo 134 mln di entrate extratributarie, contro i 362 incamerati da Verona, Venezia e Genova. E quali sono nello specifico le voci di queste entrate “extra”? Presto detto: sanzioni per violazioni del codice della strada, utili delle società partecipate, proventi da refezione scolastica, rette e trasferimenti asili nido, rette ricovero anziani, e poi Cosap, attività teatrali, musei e altri proventi da Beni dell’amministrazione.

Tutti settori, soprattutto quello delle societàmunicipalizzate e partecipate (da cui, per esempio, Verona ha introitato solo nel 2008 utili per 26 mln di euro) che tuttalpiù da noi producono perdite. Che è possibile ripianare solo in un modo: facendo prestiti. E inabissando i conti pubblici, costruendo un circolo vizioso di cui purtroppo non si può (e spesso neanche si vuole) prevedere la fine.

Articolo pubblicato il 26 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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