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Andria, i privilegiati uccidono i giovani
di Carlo Alberto Tregua

Spesa corrente invece di investimenti

Tags: Andria, Ferrovie Dello Stato, Treni, Theresa May



Theresa May è stata investita dalla novantenne Elisabetta II nell’incarico di primo ministro britannico. Fra le dimissioni di David Cameron e l’investitura del nuovo primo ministro sono passate meno di 24 ore: tale e quale a come si fa nel nostro Paese.
Si dirà che il mondo anglosassone, anche perché protestante, va diritto al sodo, mentre noi latini con duemila anni di cultura, continuiamo a cincischiare non risolvendo i problemi, ma anzi complicandoli.
Theresa May nel breve discorso avanti al numero dieci di Downing Street, ha detto in premessa che combatterà i privilegiati tagliandone i vantaggi, per difendere i cittadini di sua Maestà. Se minimamente seguirà la strada dell’Iron lady, Margaret Thatcher, la Gran Bretagna, nonostante Brexit, andrà incontro a un periodo di prosperità.
Perché il cuore della guida politica di un Paese è proprio questo: tagliare i privilegi, recuperare le risorse e girarle ad investimenti in modo da averne benefici per tutta l’economia e quindi per i cittadini.

Le Canard Enchainé ha pubblicato una notizia sorprendente, che però non ci sorprende affatto. Il Presidente della Repubblica francese, François Hollande, eletto a suffragio universale, ha stipulato un contratto con un dipendente, tale monsieur Olivier B. (non si conosce il cognome) al quale l’Eliseo corrisponde il modico stipendio di 9.625 euro al mese, che equivalgono ad oltre 500 mila euro per la durata del mandato presidenziale.
Che fa monsieur Olivier? Il barbiere; è addetto alla cura costante dei preziosi capelli del Presidente, 24 ore al giorno, per cui il poverino non si può staccare dal suo datore di lavoro neanche un minuto.
Se non fosse per la stampa, episodi di malcostume come questo non verrebbero fuori. Ma non ci deve meravigliare, perché anche la Camera e il Senato del nostro Paese hanno i barbieri regolarmente assunti, così come sono assunti cuochi, sommelier e pasticceri, che percepiscono stipendi da favola di cui le due Camere sono titolari assoluti, in quanto il Governo non può mettere il naso nelle due istituzioni. Il risultato è che la Camera costa 1,1 miliardi e il Senato una cifra prossima a 600 milioni l’anno.
 
Dal quadro indicato emerge chiarissimo che anche nel nostro Paese vi sono corporazioni di privilegiati che stanno molto bene a fronte di 4,6 milioni di poveri che probabilmente sono il doppio.
Ciò accade perché i governi che si sono succeduti dal Novantatre in avanti non hanno provveduto a fare quella radicale riforma della Pubblica amministrazione, né ad attuare la revisione della spesa messa in atto nell’ultimo quinquennio, facendo saltare tutti i commissari che si sono via via dimessi, dopo avere constatato che la loro azione era priva di risultati.
Il terrificante disastro di Andria è la conseguenza diretta di questa politica dissennata, fatta di favori e di clientelismo, che ha impedito di investire nelle indispensabili infrastrutture di cui un Paese competitivo ha bisogno.
Peggio, il Governo ha completamente dimenticato il Sud, facendo aumentare la forbice fra il Pil del Meridione e quello del Nord, il quale, funzionando molto bene, attira cervelli, talenti, investitori e quindi cresce in maniera progressiva.  

Le reti stradali, ferroviarie, elettriche, telefoniche, immateriali (come la banda larga) ed altre, debbono essere di proprietà pubblica e gestite con criteri di sicurezza ed economicità, in modo da consentire alle imprese di poterle utilizzare in regime di concorrenza ed a pari condizioni.
Non è pensabile che nel nostro Paese, soprattutto al Sud, vi siano ancora linee ferroviarie a binario unico e senza quei dispositivi di sicurezza avanzati che impedirebbero disastri come quello citato.
Se si mantiene questo stato di privilegiati contro i poveri, è perché i cattivi politici hanno capito che ogni euro speso per acquistare un voto consente poi di gestire la spesa pubblica.
Quando accadono fatti come quello di Andria, piangiamo i morti, e i media di carta, televisivi e digitali si gettano come lupi affamati su tutte le vicende umane senza tentare di analizzare le cause, come invece abbiamo elencato in questo commento.
Cosicché i privilegiati vivono a spese dei poveri e taglieggiano i giovani uccidendone il futuro.

Articolo pubblicato il 15 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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