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Il Cdm impugna la legge sui dirigenti
di Raffaella Pessina

Si tratta della n. 8 del 17/05/2016: vìola gli artt. 3 e 97 della Costituzione. L’impugnativa sarà oggetto di discussione domani all’Ars

Tags: Ars, Regione Siciliana, Consiglio Dei Ministri, Costituzione



PALERMO - È stata impugnata l’ennesima legge della Sicilia d parte del Consiglio dei Ministri. La norma in questione è la n. 8 del 17/05/2016, “Disposizioni per favorire l’economia. Norme in materia di personale. Disposizioni varie”, che il Cdm ha impugnato nel corso della seduta del 14 luglio scorso. L’impianto delle leggi siciliane assomiglia alla tela di Penelope: la trama viene fatta e sfatta di continuo. Anche questa ultima impugnativa diventerà così un altro motivo per discussioni in Aula, la cui seduta è prevista per domani nel pomeriggio a Palazzo dei Normanni.
 
Le ultime polemiche si erano appena sopite attorno all’intesa Stato-Regione firmato da Crocetta che prevede l’arrivo in Sicilia di 500 milioni di euro, ma anche la modifica dello Statuto siciliano attraverso un accordo molto articolato e che è stato aspramente criticato dalle opposizioni.

La legge appena impugnata, invece, riguarda la legge stralcio della cosiddetta Finanziaria bis. Queste le motivazioni dell’impugnativa: “In quanto una norma riguardante il personale dirigente regionale viola l’art. 97, commi 1 e 3 della Costituzione, che stabiliscono l’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni mediante concorso pubblico, nonché i principi di ragionevolezza, imparzialità e buon andamento della Pubblica amministrazione di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione”.

In questo documento erano confluite le spese e i contributi non approvati nella legge di Stabilità. L’impugnativa sarà notificata agli uffici della Presidenza della Regione e all’assessorato regionale del personale della Funzione pubblica e delle Autonomie locali. La norma sarebbe l’articolo n. 31 che riguarda i dirigenti esterni della Regione e che prevede che i dirigenti generali possano utilizzare per incarichi di varia natura sia i dirigenti regionali privi di incarico inseriti nell’albo unico regionale sia “in subordine i dirigenti equiparati ai sensi dell’articolo 7 della legge regionale 10 dicembre 2001 numero 21…”, inserendo quindi in un unico elenco dirigenti esterni ed interni. Ora la legge dovrà tornare in Aula per lo stralcio degli articoli impugnati oppure la Regione potrà decidere di fare ricorso davanti alla Corte Costituzionale, così come già avvenuto in precedenza per altre leggi impugnate.

Nella stessa seduta il CdM su proposta del ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione, Maria Anna Madia, ha approvato il decreto legislativo del testo unico in materia di società a partecipazione pubblica. Nello specifico, il testo unico, che si applica alle società di capitali (S.p.a. o S.r.l.), prevede la drastica riduzione delle società partecipate, con particolare riferimento alle scatole vuote, alle società inattive, alle micro e a quelle che non producono servizi indispensabili alla collettività.

Sono introdotti interventi di moralizzazione sui compensi degli amministratori. Per il futuro sono individuati i criteri chiari sulla base dei quali sarà possibile costituire e gestire le società partecipate. Criteri che si spera siano adottati anche in Sicilia anche se è appena giunta notizia per voce del presidente del Consorzio autostrade siciliane Rosario Faraci della nascita di una Spa, un nuovo soggetto in sostituzione dell’attuale struttura pubblica preposta alla Messina-Palermo, alla Messina-Catania e alla Siracusa-Gela che dovrebbe assorbire anche le restanti tratte autostradali oggi di pertinenza dell'Anas. Faraci spiega di stare lavorando in questa direzione “di concerto con il presidente della Regione Crocetta e l’assessore alle Infrastrutture Pistorio, interagendo con l’Anas che ha subito colto il piano”. Il capo dell’ente regionale parla di “significativa scelta manageriale finalizzata ad una gestione efficiente e agile per governare l’intera rete delle autostrade in Sicilia con interventi veloci, una spesa programmata ed investimenti adeguati”. Ancora, però, non è stato chiarito se alla società parteciperà la Regione Sicilia.

Articolo pubblicato il 19 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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