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Catania - Un fine settimana in fiamme. I Vigili del fuoco: "Senza uomini e mezzi"
di Melania Tanteri

I roghi che hanno colpito il campo rom di Zia Lisa e l’Oasi del Simeto hanni riproposto note difficoltà. Carmelo Barbagallo (Usb): rabbia e difficoltà, il nostro sembra un Comando di serie B

Tags: Catania, Vigili Del Fuoco, Carmelo Barbagallo, Oasi Del Simeto



CATANIA - Incendi e fiamme. L’ultimo fine settimana è stato caratterizzato da vasti roghi che hanno colpito, in particolare, la zona sud della città. A prendere fuoco l’immenso campo rom di via del Divino Amore, a Zia Lisa, a pochi passi dal cimitero cittadino, e la riserva dell’Oasi del Simeto.

Tutte tragedie annunciate, almeno Vigili del fuoco che, da anni, chiedono rinforzi, sia di uomini che di mezzi, per fronteggiare la difficile stagione estiva. “Fa rabbia vedere come i vigili etnei siano costretti a lavorare – afferma Carmelo Barbagallo, pompiere rappresentante dell’Usb, che ha organizzato numerose manifestazioni per segnalare la difficile situazione e chiedere correttivi al governo -. Senza uomini, mezzi e abbandonati dalle istituzioni – continua Barbagallo - Catania sembra un comando di serie B che, al di là dei suoi numerosi interventi e la posizione geografica "pericolosa", è costretta a far fronte alle continue chiamate con gravi difficoltà”.

E così, la notte di venerdì, quando è scoppiato il rogo a Zia Lisa, le squadre hanno dovuto convergere sul luogo lasciando scoperti alcuni focolai. Decisione necessaria che, fortunatamente, non ha avuto conseguenze.

Stesso discorso per il grosso incendio che si è registrato il giorno dopo, sabato, all’interno della riserva naturale orientata del Simeto dove è andata in fumo buona parte della vegetazione che costituisce habitat della fauna della zona.

Una situazione che si presenta ogni anno, per la quale Legambiente chiede interventi urgenti. Come “un presidio permanente di vigilanza” e “adottare e finanziare un piano di interventi straordinari (demolizioni, ripristino ambientale, acquisizione aree, video sorveglianza)”. L’associazione chiede inoltre di “commissariare il Comune di Catania per la redazione del Piano di utilizzo. Per tali motivi, Legambiente Catania chiederà alla Regione siciliana di indire nel più breve tempo possibile un’apposita riunione con Città Metropolitana e Comune - scrivono i  rappresentanti in un comunicato - e inviterà il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ad adottare interventi sostitutivi affinché vengano tutelati, non solo sulla carta, gli ambienti naturali per i quali lo Stato si è impegnato nei confronti dell’Unione Europea”.

Intanto, da Palazzo degli Elefanti parlano di “situazione ritornata alla normalità” e dei grossi sforzi messi in campo per fronteggiare l’emergenza. “Nelle aree di Fossa Creta e di Zia Lisa, nella mattina di domenica – affermano dal Comune - è intervenuto un escavatore la cui azione è stata finalizzata ad esporre gli strati sottostanti dove ancora covava il fuoco ad una azione di raffreddamento. Sono anche intervenute tre autobotti comunali ed un modulo antincendio in dotazione alla Protezione civile comunale che hanno provveduto allo spegnimento di alcuni piccoli focolai residui. Tutto questo con il supporto dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale, mentre il direttore della Protezione civile regionale e la Sala operativa integrata siciliana sono stati in continuo contatto con la Protezione civile comunale disponendo, tra l'altro, l'attivazione di alcuni mezzi e volontari di protezione civile”.

Articolo pubblicato il 19 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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