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"Tabella H" da rifare, accolto ricorso enti
di Raffaella Pessina

Tar boccia provvedimento della giunta Crocetta sui contributi alle associazioni. “Criteri non previsti dall’avviso pubblico, per cui illegittimi”

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Bilancio, Tabella H, Vincenzo Figuccia



PALERMO - Le continue impugnative del Governo nazionale sulle leggi siciliane mette in difficoltà la giunta Crocetta soprattutto di fronte all’opposizione. Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all’Ars in una nota sottolinea che “Premettendo che ormai il governo Crocetta ci ha abituati a norme in cui lo spreco la fa da padrone, auspico che domani stesso si voti una legge che abroghi le parti impugnate.
 
Nello stesso tempo è opportuno che la legge di variazione di bilancio venga pubblicata, per dare corso ai pagamenti stipendiali attesi da migliaia di lavoratori e per garantire i trasferimenti ai comuni siciliani”. Dopo l’impugnativa del Consiglio dei ministri sulla legge che tratta le norme in materia di personale dirigente regionale è la volta del Tar (Tribunale amministrativo regionale) che ha bocciato un provvedimento della giunta Crocetta che prevedeva un bando per la concessione di contributi alle associazioni.

Il Tar ha accolto il ricorso di una decina di associazioni che avevano partecipato all’avviso pubblico per la concessione di contributi agli enti che si occupano di servizi per le fasce deboli. Il bando era frutto della cancellazione della famigerata “Tabella H”, ossia l’elenco stilato ogni anno con i soggetti destinatari di finanziamenti regionali. I bandi quindi erano stati pubblicati con avviso del segretario generale Patrizia Monterosso. In particolare, quello riguardante le Onlus metteva a disposizione degli enti 10 milioni di euro.
 
Così, il dipartimento della Famiglia, come previsto dall’Avviso, ha portato avanti la propria istruttoria, ha stilato la graduatoria e ha previsto i contributi per singola associazione, sulla base dell’esame di una commissione nominata ad hoc. Ma i soldi non erano sufficienti per coprire tutte le richieste e così il presidente Crocetta ha proposto inizialmente una riduzione proporzionale a ogni contributo, a inizio dicembre del 2014. Ma alla fine del mese vengono cambiate le carte in tavola e con una delibera si specificava che  “la proporzionalità della riduzione del contributo andava rapportata alla spesa storica dell’anno 2013”, tagliando fuori quelle associazioni più nuove, quelle che poi hanno fatto ricorso al Tar, che ha ritenuto la decisione “illegittima” (Fondazione “Èbbene”, “Cantiere delle idee” soc. coop, associazione “Apriti cuore” onlus, associazione “A.Fa.Di.” onlus, “Edificando” soc. coop., “La Fraternità” soc. coop., “Societate” soc. coop. a r.l, associazione “Inventare insieme” onlus, associazione “Soleluna”.

“Il criterio della spesa storica del 2013 - scrivono i giudici amministrativi - non era previsto nell’avviso pubblico ed è stato introdotto dopo che tutte le istanze erano state istruite e che la stessa giunta aveva optato per una riduzione proporzionale dei contributi teoricamente spettanti a tutti soggetti inclusi negli elenchi. Trattasi – si legge sempre nella sentenza - di una modifica illegittima, la quale ha, peraltro, comportato l’immotivata cristallizzazione delle posizioni acquisite con conseguente chiusura dell’accesso ai contributi da parte di altri soggetti, nonché la violazione del legittimo affidamento risposto nel loro conseguimento”.

La graduatoria ora andrà rifatta e l’assessorato regionale alla Famiglia dovrà anche pagare le spese processuali. Con i soldi dei cittadini. Oggi intanto è prevista una nuova seduta all’Assemblea regionale siciliana con all’ordine del giorno al primo punto la discussione della mozione presentata dal Movimento cinquestelle sulle iniziative in ordine al reclutamento di personale nelle aziende del Servizio sanitario nazionale.

Articolo pubblicato il 20 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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