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Pubblica amministrazione, Sicilia agli ultimi posti per qualità servizi
di Andrea Carlino

Ricerca Istituto DemoskopiKa conferma il negativo primato della Pa isolana nel contesto europeo

Tags: Pubblica Amministrazione, Sicilia



CATANIA - Il ritratto dell’Istituto Demoskopika lascia poco spazio all’immaginazione. La Sicilia si conferma agli ultimi posti per la qualità della pubblica amministrazione.

Sono dieci le realtà regionali i cui enti locali ottengono un piazzamento al di sopra della media italiana nella classifica sull’efficienza stilata dall’Istituto Demoskopika: sei al Nord, tre al Centro e soltanto una nel Mezzogiorno.

Tra le “comunità istituzionali” settentrionali compaiono, nelle quattro posizioni di testa, Valle d’Aosta (189,9 punti), Trentino Alto Adige (165,5 punti), Friuli Venezia Giulia (156,6 punti), Emilia Romagna (115,6 punti) seguite, più in basso, dal Veneto con 103,1 punti (ottavo posto) e dalla Lombardia con 94,8 punti (decimo posto). Al Centro, a “primeggiare” risultano le performance di Regioni, Province e Comuni dell’Umbria con 94,3 punti che si collocano al quinto posto della graduatoria complessiva.
A seguire gli enti locali della Toscana con 103,2 punti e delle Marche con 94,3 punti che si posizionano rispettivamente al sesto e al nono posto.

Infine, la Sardegna è l’unica realtà dell’area “Sud e Isole” a meritarsi un posto nella top ten dell’efficienza totalizzando un punteggio pari a 99,1, ottavo posto nella classifica complessiva.

Sul versante opposto, a “condizionare” il piazzamento negativo del settore pubblico quasi tutto il Mezzogiorno. A spiccare tra le realtà che hanno ottenuto il minor livello di soddisfazione dei cittadini e “investito” di meno nella formazione dei dipendenti spiccano, nelle ultime cinque posizioni, la Campania, in coda, con 29,8 punti, il Molise con 37,4 punti e la Calabria con 41,6 punti. Seguono la Sicilia e la Basilicata rispettivamente con 42,2 punti e con 48,9 punti. Deludenti e comunque al di sotto della media italiana, infine, l’efficienza dell’amministrazione pubblica, ai vari livelli, anche in Abruzzo (65,4 punti), Lazio (65,5 punti), Piemonte (85,8 punti) e Liguria (88,5 punti).

Per la formazione il Nord “investe” per il personale il doppio rispetto al Mezzogiorno. Sono stati spesi oltre 134 milioni di euro, circa 246 euro per dipendente, per formare i circa 544 mila dipendenti pubblici presenti nelle Regioni, nelle Province e nei Comuni italiani: 73,4 milioni di euro al Nord per 235 mila dipendenti, 30,7 milioni di euro nel Mezzogiorno per 202 mila dipendenti e 29,9 milioni di euro al Centro, infine, per accrescere le competenze di 107 mila dipendenti. Trentino e Campania agli antipodi nel gradimento dei servizi pubblici.

In Trentino Alto Adige, l’offerta del settore pubblico è premiato dai cittadini che, al contrario, bocciano sonoramente l’erogazione dei servizi in Campania.

Decisamente deludenti, oltre all’ultimo posto della Campania, i piazzamenti degli enti locali della Sicilia che ottengono un punteggio pari a 29,1, della Puglia (28,6 punti), del Molise (27,1 punti) e della Calabria (26,4 punti) per i quali l’indagine dell’UE ha riservato rispettivamente il 185° posto, il 188° posto, il 191° posto ed il 193° posto su un totale di 206 regioni europee osservate.

Articolo pubblicato il 22 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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