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Migranti, ennesima tragedia nel Mediterraneo
di Redazione

Giunta ieri a Pozzallo la nave Bourbon Argos di MSF con a bordo 628 persone recuperate al largo della Libia. Recuperati i cadaveri di 22 migranti: i corpi erano a bordo di due gommoni semiaffondati

Tags: Migranti, Libia



ROMA - La nave di ricerca e soccorso Aquarius, gestita in collaborazione da Medici Senza Frontiere (MSF) e SOS Mediterranée, ha soccorso 209 persone da due gommoni in difficoltà nel Mediterraneo centrale e ha recuperato i corpi di 21 donne e un uomo deceduti in mare.

“Quando la nostra équipe si è avvicinata al primo gommone, ha visto dei cadaveri che giacevano sul fondo dell'imbarcazione in una pozza di carburante” ha detto Jens Pagotto, capo missione di MSF per le operazioni di ricerca e soccorso. “I sopravvissuti hanno passato diverse ore a bordo con i cadaveri. Molti di loro sono troppo traumatizzati per riuscire a raccontare quanto accaduto. Non è ancora chiaro come queste donne siano decedute.”

“Quello che è chiaro è che questa perdita di vite non era necessaria ed è il risultato di una risposta globale insufficiente e inadeguata a questa crisi” continua Pagotto di MSF. “Le politiche attuali, che puntano a tenere le persone lontane, non stanno funzionando. Quante altre vite dobbiamo perdere in mare prima che le persone che necessitano di assistenza e protezione abbiano un'alternativa più sicura?”

Le équipe hanno trasferito a bordo della nave Aquarius 209 persone (177 uomini e 32 donne), tra cui 2 donne incinte e 50 bambini, di cui 45 non accompagnati. MSF continua a lavorare per fornire cure mediche e supporto ai sopravvissuti a bordo.
Nel frattempo è arrivata a Pozzallo la nave Bourbon Argos di MSF, con a bordo 628 persone (di cui 101 donne e 13 bambini) recuperate al largo della Libia davanti a Sabratah, in diverse operazioni di soccorso. Tra le persone soccorse anche un uomo di 73 anni e un bambino di soli 7 mesi in viaggio con la sua famiglia.

 “Anche in questa occasione quando siamo arrivati per effettuare le operazioni di soccorso, due dei gommoni erano già sgonfi su un lato e avevano cominciato ad imbarcare acqua” ha detto Kim Clausen, coordinatore delle operazioni di MSF sulla Bourbon Argos.
“Le imbarcazioni si trovano ad affrontare il mare in condizioni sempre più precarie, con pochissimo carburante, acqua e cibo a disposizione: la capacità di resistenza è di solo poche ore. Nelle ultime settimane, per evitare tragedie in mare, ci siamo trovati ad effettuare salvataggi in zone sempre più vicine alle acque libiche. Queste persone si trovano ad attraversare il Mediterraneo senza nessuna protezione e dispositivo di navigazione: giubbotti di salvataggio, bussole o radio. Non possiamo lasciarle morire in mare.”

Articolo pubblicato il 22 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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