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Elezioni Regionali 2017, è partita la lunga rincorsa
di Raffaella Pessina

Cuffaro su infiltrazione ex cuffariani nel Pd: “Polemiche stucchevoli”. I democratici spingono per un’allenza con i moderati

Tags: Ars, Regione Siciliana, Elezioni



PALERMO - Fermenti anticipati all’interno dei partiti di maggioranza ed opposizione in questi giorni che precedono le ferie estive. All’interno dell’Udc acque agitate in Sicilia perché la segreteria nazionale, dopo aver verificato la decadenza dei comitati provinciali,  ha deciso di nominare i commissari provinciali. Questi i nomi: Angelo Cera, commissario provinciale a Messina, Angelo Compagnon a Catania, Nedo Poli a Caltanissetta ed Enna, Salvatore Ruggeri a Palermo, Francesco Talarico a Ragusa, Nunzio Testa a Trapani e Agrigento. Nei prossimi giorni, inoltre, il commissario regionale si recherà in Sicilia insieme ai neo-commissari provinciali.
 
Una decisione che sta provocando molti mal di pancia e come un fulmine a ciel sereno interviene l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, lamentandosi che si sentono ancora voci intorno a sue antiche dichiarazioni su infiltrazioni di ex cuffariani nel Pd. “Sono in viaggio di ritorno dal Burundi  - ha detto il politico che per ora si dedica alla sua professione primaria di medico - e sento ancora di questa stucchevole quanto inutile polemica su di me e sugli ex cuffariani. Inutile e stucchevole per almeno due motivi veri. Il primo: non sono interessato a tornare a questa politica; ho scelto di dar corso alla mia sempre viva passione impegnandomi nella politica con la P maiuscola per il Burundi. Il secondo, il Pd non ha da imbarcare nella sua coalizione nessun ex cuffariano, per il semplice motivo che ce li ha già a bordo, come è ben noto: alcuni nel Pd, altri nelle organizzazioni partitiche satellite del Partito democratico”.

Voci di corridoio non escludono che Totò Cuffaro voglia far sentire la sua voce anche se dall’esterno in occasione delle prossime elezioni regionali. Non si è fatta attendere la replica del segretario del Pd siciliano Fausto Raciti. “Non so a quali dichiarazioni faccia riferimento l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro. Una sola cosa ho detto in questi mesi, e continuerò a dire: la nostra strada è l’alleanza tra Partito democratico e moderati, in alternativa alla nostalgia del centrodestra che proprio lui ha guidato, lasciando un’eredità pesantissima alla nostra Regione. Lo dico, e continuerò a dirlo nel massimo rispetto per le persone, ma nella consapevolezza di avere idee profondamente diverse, come le parole di Cuffaro stesso confermano”.

Di certo per ora c’è l’alleanza tra Pd e Udc all’Ars e si profila il disegno di un’alleanza tra Udc e Ncd per Area popolare. Vuole restare fuori dagli accordi il partito di Berlusconi, Forza Italia. “Se qualcuno si illude che Forza Italia possa fare accordi o immaginare alleanze con il Pd - ha detto Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars - rimarrà profondamente deluso. Stiamo costruendo un percorso - ha proseguito Falcone - che parte dal centrodestra e che vorrà coinvolgere quella parte buona e vivace della società siciliana, amareggiata dal disastro politico amministrativo causato dal Pd e dalle attuali forze di Governo e al contempo distante del populismo dei 5 Stelle. Riconfermiamo l’essere alternativi a questo Governo e a questa maggioranza, e come ha detto bene il nostro commissario Gianfranco Micciché, se il Nuovo centrodestra non vorrà rimanere stritolato in questo abbraccio mortale con il Pd, ma anche con l’Udc, lasci subito l’esecutivo e riprenda un percorso di coerenza con l’elettorato”. Il leader dell’opposizione Nello Musumeci chiede di fare presto. “Entro ottobre le forze alternative al Pd di Renzi e Crocetta – ha detto Musumeci -  dovranno indicare un nome per la corsa a Palazzo d’Orleans. Se questo non avverrà, andrò avanti da solo”.

E il presidente della commissione Antimafia all’Ars ha indicato anche una data: dopo l’estate, il centrodestra dovrà scegliere il proprio nome da lanciare alla guida della Regione. “È finito il tempo dei giochi di palazzo”. Oggi intanto riprendono i lavori d’Aula a Palazzo dei Normanni con al primo punto all’ordine del giorno il seguito dell’esame del ddl su “Recepimento del Testo Unico in materia di edilizia, decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380”.

Articolo pubblicato il 26 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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