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Palermo - Elezioni amministrative 2017. Ferrandelli lancia la sua sfida
di Gaspare Ingargiola

Il fondatore del movimento dei “Coraggiosi” è ufficialmente in corsa per diventare sindaco di Palermo. Le priorità: traffico, rifiuti, verde pubblico, riqualificazione delle periferie e sicurezza

Tags: Palermo, Fabrizio Ferrandelli



PALERMO - L’annuncio era previsto da tempo ma adesso è ufficiale. Fabrizio Ferrandelli è in corsa come candidato sindaco di Palermo per le elezioni amministrative di maggio 2017. Lo era stato già nel 2012, per il Pd, ma Leoluca Orlando, sconfitto alle primarie, ricusò l’esito, si presentò da solo e stravinse al ballottaggio. Stavolta Ferrandelli segue la stessa strada: abbandonata l’Ars con le dimissioni, ha fondato il movimento dei “Coraggiosi”, pur restando iscritto al Pd, e si è presentato a Sala delle Lapidi per abbattere il “totem” Orlando, già pronto a inseguire la riconferma (sarebbe il suo quinto mandato dagli anni Novanta a oggi).

Alle sue spalle un manifesto con i volti in bianco e nero di sindaci del passato: lo stesso Orlando, ma anche Diego Cammarata o Vito Ciancimino. Al centro una sua foto, a colori, e lo slogan: “Ora ci provo io!”. Erano presenti i suoi fedelissimi, alcuni consiglieri di circoscrzione, il consigliere comunale Salvo Alotta e l’ex presidente di Gesap e Amat Giuseppe Modica. Ferrandelli si presenta con un progetto “politico, non civico” e “slegato dai partiti”. “In oltre cinquant’anni - ha esordito -, si sono succedute Amministrazioni diverse, diverse negli uomini, nelle idee, negli schieramenti politici; ogni sindaco si è presentato, quasi sempre, con programmi e proclami di miglioramento e con promesse che troppo spesso sono state disattese. Non voglio entrare nel merito delle loro intenzioni e delle loro capacità come persone né delle loro diverse storie personali, ma semplicemente non posso non vedere quello che ho sotto gli occhi ogni giorno: una città diversa nell’estetica forse, ma immutata nella sostanza. Una Palermo dove i problemi di un tempo sono gli stessi di oggi: lavoro, mancanza di meritocrazia e scarso impegno nel salvaguardare le tante intelligenze palermitane, traffico e viabilità, trasporti pubblici, pulizia delle strade e manutenzione degli spazi verdi, abbandono e degrado delle periferie, sicurezza pubblica e garanzia dei servizi ai cittadini. E non è un luogo comune. È una deludente verità”. Una candidatura “politica”, appunto, “senza padrini né padroni, che vuole parlare a tutti, innanzitutto ai cittadini. Sono un uomo libero, che fa politica per passione e non per professione. L'ho dimostrato un anno fa lasciando la poltrona da deputato all'Ars e tornando al mio lavoro”. Libero anche dal Pd? “Sì, io non sono il candidato del Pd, non ci sono le condizioni per un dialogo” né, eventualmente, per la partecipazione alle primarie. Prove di dialogo, invece, con il Movimento 5 Stelle: “Con noi al governo e loro all'opposizione si potrà fare tanto”. Poi ha precisato: “Posso intercettare l’istanza di cambiamento di chi oggi vota Grillo”.

Traffico, trasporti pubblici, pulizia, rifiuti, verde, periferie, sicurezza: le priorità saranno queste ma l’ex deputato non si sbilancia sul programma elettorale: “La mia campagna elettorale per il governo della città comincia da qui: ascoltare tutti per conoscere priorità, idee e proposte per una città nuova, perché oggi è il tempo della partecipazione e delle scelte condivise”.

L’annuncio di Ferrandelli ha subito agitato le acque palermitane. Mentre il centrodestra sembra per ora orientato su Saverio Romano e Francesco Scoma e i centristi annaspano in preda alla crisi interna del partito di Angelino Alfano, il M5S non ha ancora battuto un colpo e il Pd si è subito spaccato.
 
“Sosterremo un candidato che io proporrò sia scelto con le primarie e sostenuto da uno schieramento di centrosinistra che parta dalle forze che sostengono il governo Renzi”, ha chiarito il segretario provinciale Carmelo Miceli. Non sono d’accordo ben cinque esponenti dem locali, che hanno deciso di schierarsi con i “Coraggiosi”: il tesoriere del Pd di Palermo, Michele Spallina, e quattro componenti dell'esecutivo provinciale, Maria Saeli, Giuseppe Gullo, Leonardo Spera e Benita Licata, infatti, hanno rimesso nelle mani del segretario Miceli il loro mandato. “Pur restando iscritti al Pd, scegliamo il percorso di coraggio di Fabrizio Ferrandelli - scrivono in una nota inviata a Miceli - e intendiamo accompagnarlo in un percorso di rinnovamento. Auguriamo buona fortuna al Pd palermitano e lavoreremo affinché i militanti condividano con noi questa sfida che non riguarda i partiti ma i palermitani”.

A sorpresa, anche Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all’Ars, ha ammiccato all’ex deputato: “Per amministrare la città di Palermo serve un forte rinnovamento e un cambio generazionale. Fabrizio Ferrandelli potrebbe essere un ottimo sindaco e la sua candidatura è affascinante. Palermo non ha più bisogno di vecchi tromboni come Leoluca Orlando. Attorno al candidato Ferrandelli – ha aggiunto - si potrebbe certamente costruire un programma per la città di Palermo per uscire dalle secche in cui si trova e per risolvere i tanti problemi che l’attanagliano. In questo ultimo anno mi sono confrontato tanto con giovani come Fabrizio Ferrandelli ed oggi il suo annuncio non può che farmi piacere. Non so ancora chi sarà il mio candidato, tuttavia sento il peso e la responsabilità di un cambio generazionale che attraverso il coinvolgimento di giovani liberi, onesti e coraggiosi possa portare un’importante ventata di nuovo in una terra nella quale circolano sempre gli stessi personaggi da trent’anni. La gente è stanca. Servono proposte e idee di cambiamento”.

Articolo pubblicato il 28 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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