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Rifiuti elettronici, le novità del decreto 121/16
di Adriano Agatino Zuccaro

I punti più grandi di 400 mq sono obbligati al ritiro gratuito, dovranno essere create aree specifiche. I distributori possono rifiutarsi se l’oggetto non possiede i requisiti essenziali

Tags: Rifiuti Elettronici, Ambiente



ROMA - Informatica e telematica dominano ormai le nostre vite e il consumo “compulsivo” di apparecchi elettronici da parte di fasce sempre più consistenti di popolazione è diventato un rischio per il pianeta. Smartphone, tablet, rasoi, gadget di ogni genere si acquistano e finiscono in discarica nel giro di pochi anni (a volte mesi). Proprio i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) di piccolissime dimensioni sono finiti nel mirino del ministero dell’Ambiente che, col decreto 121/2016 del 31 maggio pubblicato in Gazzetta ufficiale il 7 luglio scorso, ha stabilito importanti novità: i cittadini potranno disfarsene gratuitamente consegnandoli nei negozi di elettrodomestici.

Per apparecchiature di piccolissime dimensioni s’intendono quelle con lunghezza massima non superiore ai 25 centimetri, con una tensione non superiore a 1.000 volt se alternata e a 1.500 volt se continua. Il provvedimento è entrato in vigore il 22 luglio e contiene una specifica: i rifiuti saranno conferiti dagli utilizzatori finali “senza obbligo di acquisto di apparecchiature elettriche ed elettroniche (di seguito Aee) di tipo equivalente (criterio di ritiro dell’uno contro zero)”.

 “Si dispone l’obbligo per i distributori con superficie di vendita di apparecchiature elettriche ed elettroniche  (Aee) al dettaglio di almeno 400 mq - prosegue il testo - e la facoltà per tutti  gli altri distributori, di ritirare gratuitamente, all’interno dei locali del proprio punto vendita o in prossimità immediata di essi, i Raee di piccolissime dimensioni provenienti dai nuclei  domestici conferiti dagli utilizzatori finali, senza obbligo di acquisto di Aee  di  tipo equivalente”.

Solo i negozi più grandi di 400 metri quadrati, dunque, sono obbligati al ritiro gratuito. I negozianti dovranno creare delle aree specifiche di raccolta e procedere con lo smaltimento entro massimo un anno oppure al raggiungimento di 1.000 kg.

La direttiva 2012/19/UE del 4 luglio 2012 (sui rifiuti di apparecchiature   elettriche ed elettroniche Raee), del Parlamento Europeo e del Consiglio, del resto, disponeva: “Gli Stati membri provvedono affinché: siano istituiti sistemi che consentano ai detentori finali e ai distributori di rendere almeno  gratuitamente tali rifiuti. Gli Stati membri assicurano la disponibilità e  l’accessibilità dei centri di raccolta   necessari, tenendo conto soprattutto della densità della popolazione”.

I distributori possono rifiutare il ritiro di un Raee di piccolissime dimensioni nel caso in cui questo rappresenti un rischio per la salute e la sicurezza del personale per motivi di contaminazione o qualora il rifiuto in questione risulti in maniera evidente privo dei suoi componenti essenziali e se contenga rifiuti diversi dai Raee, puntualizza il decreto.

Articolo pubblicato il 30 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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