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Palermo - Teatro Biondo, numeri in ripresa ma i conti sono ancora in rosso
di Gaspare Ingargiola

L’Ente continua a pagare la lentezza dei soci: slitta il bilancio e si accumulano gli stipendi arretrati. Resta il clima d’incertezza nonostante i risultati incoraggianti della gestione Alajmo

Tags: Palermo, Teatro Biondo, Leoluca Orlando, Andrea Cusumano, Roberto Alajmo



PALERMO - Ogni anno, per il Teatro Biondo, è sempre la stessa storia. Per un motivo o per un altro i tempi di approvazione dei bilanci dei soci, Comune e Regione Siciliana, non sono mai celeri, i trasferimenti slittano di conseguenza, gli stipendi arretrati dei dipendenti si accumulano, i conti vanno in rosso e scatta la protesta.

Dopo lo sciopero di dicembre che ha fatto saltare la prima di Emma Dante, i lavoratori la scorsa settimana hanno occupato gli uffici del direttore Roberto Alajmo per chiedere il pagamento degli stipendi di giugno e luglio e la quattordicesima. Insomma, il solito valzer di soldi e scadenze da rincorrere affannosamente. E questo nonostante i risultati positivi ottenuti nel biennio di gestione Alajmo.

I numeri parlano da soli: il bilancio della stagione 2015-2016, al netto della questione delle quote societarie (diminuite in tre anni dai 6,4 mln euro del 2013 e dai 5,3 mln euro del 2015 ai 5,1 mln del 2016, -25%), parla di un aumento della produzione (dagli 897mila euro del 2013 e i 943mila del 2014 al 1,6 mln del 2015 e 1,4 mln del 2016) e di un netto risparmio sui costi del personale (da 2,5 mln nel 2013 a 1,7 mln nel 2016) e di gestione (2,6 mln nel 2013, 1,7 mln nel 2016). Inoltre, il Biondo ha registrato maggiori ricavi dalla vendita delle produzioni: una media di circa 1 mln tra il 2015 e il 2016 a fronte di appena 247mila euro del 2013. Anche la flessione sul numero degli abbonati (5.337 rispetto ai 6.547 della passata stagione) si spiega con l’abolizione di cinque turni di abbonamento in Sala Strehler e con il maggiore sbigliettamento, che ha prodotto più incassi: 20.766 spettatori singoli contro i 17.734 della passata stagione. Insomma, più incassi, più ricavi, più spettacoli, più biglietti venduti e soprattutto meno spese.

Numeri che però da soli non bastano: a incidere sulle casse di via Roma sono innanzitutto soci e finanziatori: Comune, Regione, Mibact e pure l’ex Provincia. Tanto che l’assemblea dei soci del 6 giugno scorso ha approvato all’unanimità una delibera con cui si richiedeva uno stanziamento straordinario - in aggiunta alla dotazione ordinaria annuale - pari a 1,2 mln annui per un triennio, da destinare all’attuazione di un piano di risanamento di natura strutturale. “Il Cda - si legge in una nota -, in attesa di un riscontro da parte dei Soci, assicura tutti i soggetti interessati alla vita e al futuro del Teatro Biondo che manterrà alta l’attenzione sui problemi attinenti alla vita del Teatro stesso, e si dichiara pronto - come da delibera dell’Assemblea dei Soci - a porre in essere la manovra di autofinanziamento individuata dalla stessa Assemblea dei Soci di pari entità e periodo, qualora la manovra strutturale straordinaria non fosse assunta e deliberata dai Soci stessi”.

Tutta colpa dei soci, dunque? Il Comune non ci sta e il sindaco Orlando parte all’attacco in una nota congiunta con l’assessore alla Cultura Andrea Cusumano, rivolgendosi innanzitutto ai sindacati, le cui posizioni espresse sui ritardi nei trasferimenti “sono a dir poco ingenerose. I lavoratori del Biondo, infatti, sanno bene che è soltanto grazie all’impegno di questa Amministrazione comunale che si è evitato il fallimento del teatro quattro anni fa e sanno bene quanto sia rilevante, sia con il contributo diretto sia con la fornitura gratuita di strutture e servizi, l'impegno del Comune di Palermo all'interno della compagine sociale. Rispetto ai ritardi dei pagamenti, il Teatro Biondo subisce, come lo subiscono tanti altri soggetti privati impegnati nella cultura come nel sociale, il fatto che per le normative vigenti i pagamenti da parte del comune sono ingessati fino all’approvazione del bilancio”.

Poi l’affondo di Palazzo delle Aquile sulla gestione dell’Ente culturale: “In ogni caso il Comune ha fatto presente ripetutamente, e da ultimo nel corso dell’ultima assemblea dei soci la necessità di una non più rimandabile razionalizzazione e riduzione dei costi strutturali del teatro. In questi ultimi quattro anni tutte le società partecipate del Comune di Palermo, fossero esse dedicate ai servizi per il cittadino, o ai trasporti, o alla cultura, hanno operato per riportare i propri conti e i propri costi strutturali entro canoni di sostenibilità, per altro senza ridurre ma anzi aumentando la qualità della propria produzione. Pur riconoscendo gli sforzi e i risultati dell’attuale dirigenza per ricostruire un rapporto con la città e quindi anche aumentare le entrate dalle attività, non è pensabile che il Teatro Biondo resti un’isola infelice rispetto al panorama degli enti partecipati dell’Amministrazione comunale”.
 
Contro i compensi del direttore Alajmo e del vicedirettore Sandro Tranchina, invece, si è scagliato il responsabile Cultura del Pd Sicilia, Antonio Ferrante: “È inaccettabile chiedere pazienza e sacrifici ai lavoratori del Teatro Biondo mentre direttore e vicedirettore percepiscono rispettivamente 130mila e 60mila euro annui. Ci chiediamo come possa l’Amministrazione comunale di Palermo tacciare di ingenerosità i sindacati quando gli organi di amministrazione continuano a percepire cifre stratosferiche con l’ulteriore aggravante di una gestione insufficiente nonostante l’intervento costante del Comune che, come dichiarato dal sindaco Orlando, ha sostenuto nella qualità di socio il Teatro anche attraverso forniture gratuite di strutture e servizi ma che, come amministrazione cittadina, non ha potuto o voluto fare altrettanto per il settore privato. Come Pd Sicilia chiediamo che gli organi di amministrazione del teatro riducano immediatamente e drasticamente le proprie indennità e si adeguino agli standard qualitativi e artistici espressi da altre realtà pubbliche siciliane”.

Intanto, ieri mattina, Orlando ha incontrato con l’assessore Andrea Cusumano e i rappresentanti sindacali di categoria del Teatro Biondo per discutere della grave situazione finanziaria del Teatro. Il sindaco, ha poi ancora una volta espresso l’invito all’altro socio pubblico, la Regione Siciliana, all’amministrazione del Teatro e alle organizzazioni sindacali “a un confronto serrato” sul futuro della struttura.

Articolo pubblicato il 30 luglio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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