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Amianto, 17,7 milioni dal ministero
di Rosario Battiato

Circa 6 milioni di euro all’anno tra 2016 e 2018: priorità alla bonifica degli edifici pubblici vicini alle scuole. In Sicilia immobili scolastici a rischio e ancora ritardi nella mappatura degli edifici contenenti fibre nocive

Tags: Gian Luca Galletti, Ambiente, Amianto



PALERMO – Prosegue la lotta all’amianto. Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha firmato un decreto che fissa i criteri per l’assegnazione delle risorse per la progettazione degli interventi di bonifica dei beni contaminati, assegnando priorità a progetti di bonifica di edifici pubblici nelle vicinanze di asili, scuole, parchi giochi, strutture accoglienza, ospedali e impianti sportivi. Assegnate risorse per 17,7 milioni di euro tra quest’anno (5,5 milioni) e i prossimi due (6 milioni ciascuno) al fondo per la progettazione degli interventi di bonifica dei beni contaminati da amianto, istituito dal “Collegato Ambientale”.

La concessione dei contributi varierà tra il 50 e il 100% del costo al netto dell’iva. A stilare la graduatoria finale su base annuale sarà il ministero dell’Ambiente che analizzerà le richieste ammesse e la relativa percentuale di ammissione sulla base di alcuni criteri di priorità già stabiliti. Oltre al titolo preferenziale, che riguarda la collocazione in un raggio non superiore a 100 metri da edifici “sensibili” come scuole e ospedali, si darà priorità alla cantierabilità dei progetti con tempi di attuazione fissati in 12 mesi. Inoltre costituiranno altri fattori decisivi per l’assegnazione l’esistenza di una segnalazione da parte degli enti di controllo sanitario o di tutela ambientale sulla presenza di amianto, la collocazione in un sito d’interesse Nazionale (sin) o la presenza nella mappatura dell’amianto. “Il progetto dovrà essere corredato da relazione tecnica – prosegue la nota del ministero –, documentazione che attesti la presenza di materiali contenenti amianto, computo metrico dettagliato dei costi di bonifica e quadro economico riepilogativo”.

Il pericolo, tuttavia, non è soltanto nei pressi delle scuole, ma anche all’interno. Il ministero ha attivato la scorsa settimana un protocollo d’intesa che prevede un progetto pilota di telerilevamento attraverso il quale procedere ad una capillare mappatura dell’amianto negli edifici scolastici, cominciando da tre province: Alessandria, Pisa e Salerno. Nell’ultimo report di Legambiente “Ecosistema Scuola”, soltanto il 75% dei comuni mappati delle province di Agrigento, Catania, Messina, Palermo e Ragusa, ha effettuato un monitoraggio sulla presenza di amianto negli edifici scolastici. Il 5,2% di questi ultimi ha avuto casi certificati. Nel 2,8% dei casi si sono svolte azioni di bonifica negli ultimi due anni.

La Sicilia, intanto, continua a interrogarsi sullo sviluppo della mappatura dell’amianto regionale, dopo che la lr 29 aprile 2014, n.10, “Norme per la tutela della salute e del territorio dai rischi derivanti dall’amianto”, aveva fissato termini specifici per la redazione dei piani comunali, oggetto di apposite linee guida arrivate nel luglio del 2015, e delle autodenunce da parte dei cittadini e della Pubblica amministrazione. Alla fine del maggio scorso, all’interno della legge 17 maggio 2016, n.8, “Disposizioni per favorire l’economia. Norme in materia di personale. Disposizione varie”, sono state prorogate le scadenze che riguardano i Comuni e i privati. Intanto il dirigente coordinatore dell’Ufficio amianto ha istituito, lo scorso 17 marzo, il registro pubblico degli edifici, degli impianti, dei mezzi di trasporto e dei siti con presenza certa o con conclamata contaminazione da amianto. Ad acquisire le informazioni è il portale dei servizi esterni informatici per la pubblica amministrazione (seipa.it), che si rivolge alle Pa per l’ottemperamento agli obblighi di legge imposti dal legislatore, e che contiene anche un database per la determinazione delle classe di priorità oltre alla guida per redigere il piano comunale amianto.

Articolo pubblicato il 02 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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