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Sicilia, formazione e sportelli. La calda estate delle attese
di Michele Giuliano

Il Centro per l’impiego tarda a convocare i tavoli per la definizione delle intese istituzionali per la cig 2015. Nessuna fretta di rendere effettive ed efficaci le decisioni prese l’1 giugno

Tags: Formazione, Lavoro, Sicilia, Bruno Marziano



PALERMO - A giugno sembrava che finalmente sarebbe arrivata una boccata di ossigeno per i lavoratori della formazione professionale. Il settore fermo ormai da mesi e mesi, retribuzioni bloccate, famiglie in crisi, e la firma dell’accordo quadro dell’1 giugno scorso sembrava essere uno spiraglio di luce in un futuro ancora incerto e sconosciuto. Invece, a due mesi di distanza ancora nulla è stato fatto, e ciò che era stato prospettato è rimasto fino ad oggi lettera morta. È ciò che scrivono i sindacati riuniti, Cgil, Cisl e Uil, al dipartimento regionale al Lavoro, al quale chiedono delucidazioni riguardo al fatto che “ancora ad oggi gli uffici del servizio centro per l’impiego della Sicilia continuano a non convocare i tavoli per la definizione delle intese istituzionali per la cassa integrazione in deroga per l’anno 2015 riguardanti i lavoratori del settore della formazione professionale”.

Il tono dei sindacati è perentorio. Soprattutto dopo la serie di incontri in cui le organizzazioni sindacali hanno lavorato, in spirito di collaborazione e buona volontà, per trovare una soluzione che potesse essere fattibile e sostenibile per tutte le parti in causa, e che soprattutto salvaguardasse il più possibile i lavoratori. “Il 26 luglio – scrivono Giovanni Lo Cicero della Cgil, Giovanni Migliore della Cisl e Antonio Panzica della Uil – pur essendo previsto un ulteriore incontro con le organizzazioni sindacali, il tavolo è stato annullato senza una comunicazione ufficiale e, cosa ancora più grave, senza alcuna previsione di data alternativa”. Un segnale negativo, di cattiva volontà o comunque di incapacità di gestione del difficile momento. Le misure che rientrano nell’accordo siglato dai sindacati e dall’assessorato riguardano il 2014, 2015 e 2016 sulla base delle istanze regolarmente presentate e secondo un rigoroso criterio cronologico. “Saranno oltre 20 mila i soggetti destinatari delle misure – dice Giuseppe Messina, Responsabile dell’Ugl Sicilia - ai quali aggiungere i lavoratori della formazione professionale e degli studi professionali. L’accordo è esteso anche ai lavoratori dipendenti, ovvero licenziati o dimessi per giusta causa degli studi professionali”.

Una soluzione tampone per diverse migliaia di lavoratori che ormai da anni vivono una condizione di precarietà insieme alle loro famiglie. Bandi che escono e poi vengono ritirati, accreditamenti bloccati, rendicontazioni che non vanno avanti, sono tutti i motivi che hanno portato ad una completa paralisi del sistema, da circa un anno, e insieme a questo, al disastro sociale. Eppure negli uffici dell’assessorato non sembra esserci alcuna fretta di muoversi e di lavorare per rendere effettive ed efficaci le decisioni prese l’1 giugno, supportate anche dalle indicazioni arrivate dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. E proprio alla lentezza degli uffici, contro l’urgenza espressa da tutte le parti, fanno riferimento i sindacati nelle loro richieste di chiarimenti.

“Mentre il governo nazionale e un parte del governo regionale – si legge nella lettera indirizzata al dipartimento generale del Lavoro diretto da Maria Antonietta Bullara -  si attivano per fare uscire il settore dalla crisi attivando percorsi per la costituzione di un tavolo tra le parti, già annunciato dal ministro Poletti e dal sottosegretario del ministero dell’Istruzione Davide Faraone, questo assessorato sembra non agire tempestivamente e consequenzialmente porre in essere gli idonei, necessari e indispensabili strumenti che diano le risposte urgenti e concrete ai lavoratori del settore e ai cittadini siciliani”.

Articolo pubblicato il 02 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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