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Quotidiano di Sicilia

Occorre puntare su Pil e occupazione
di Carlo Alberto Tregua

Urgono semplificazione e trasparenza

Tags: Lavoro, Pil, Occupazione, Economia



La Regione sembra una giostra: chi sale, solo per pochi giri, dopo scende dai cavalli. Non c’è un principio e non c’è una fine, salvo quando la giostra si ferma.
L’attuale situazione serve più per fare divertire politici, burocrati, dipendenti pubblici e quanti altri parassiti amano salire e scendere  dalla piattaforma girevole. Non serve certo i cittadini, né ai cittadini, i quali sono vessati continuamente perché, quando si rivolgono a quegli uffici, è come se sbattessero su una porta chiusa.
Tutto ciò seppure negli uffici vi siano tanti dipendenti e dirigenti bravi e capaci che, però, per spirito di corpo, non denunciano i loro colleghi, diventandone conniventi.
Ma siccome il pesce puzza dalla testa, non ci si può lamentare quando anche il corpo inizia a puzzare. E la testa sono presidente e Giunta regionale, da un canto, e Assemblea regionale, dall’altro.
Il presidente sembra uscito da una fiaba delle mille e una notte, quando la principessa Sherazad ammaliò il sultano, che anziché farla decapitare dal padre, se la sposò.

Ma Crocetta non è Sherazad, seppure racconti favole da mane a sera e da sera a mane. Ma ormai, tutti i siciliani non gli credono più e non gli credono neanche tutti quelli del suo entourage.
La spazzatura ci sommerge, i poveri aumentano in modo esponenziale e con essi i disoccupati di ogni età, soprattutto i giovani. Il Pil retrocede, le esportazioni vanno male: insomma, non c’è versante che la Regione sia stata in condizione di fare crescere.
E' noioso, e contemporaneamente doloroso, continuare a fare l’elenco delle manchevolezze, ma è nostra abitudine specificare sempre con i fatti ciò di cui parliamo. Ed è un fatto che la ricchezza prodotta dalla Sicilia sia sempre più diminuita.
Si potrebbe obiettare che si tratta della conseguenza della crisi economica mondiale. L’obiezione è quasi parzialmente vera, perché se si fosse operato con intelligenza e capacità professionale, tutta la Sicilia sarebbe avanti e non occuperebbe il fanalino di coda che in atto occupa. E invece, la realtà è sotto gli occhi dei siciliani e non ci sono parole che possano contraddirla.
 
La più grave carenza del presidente della Regione riguarda i due assi della crescita: semplificazione e trasparenza.
La costruzione da parte di Rete ferroviaria italiana del percorso fra Napoli e Bari della Tav sta procedendo a velocità europea, perché è stato nominato un commissario molto bravo, il quale pubblica i bandi in trenta giorni e assegna i lavori in altrettanto tempo. Cosicché, fra poco apriranno i primi due o tre cantieri.
Mentre in Sicilia, per la tratta Messina-Catania-Palermo della Tav light i bandi non sono ancora stati pubblicati, per cui non si sa quando apriranno i cantieri.
Quella dei commissari è una scorciatoia che intende tagliare i passaggi burocratici dei provvedimenti, in modo da accorciare sensibilmente i tempi per fare aprire i cantieri.
Ma hanno una controindicazione: vengono meno le garanzie di concorrenza fra i partecipanti perché i commissari possono assegnare le commesse di beni e servizi direttamente. E questo di solito fa lievitare fortemente il costo di tali beni e servizi, quando non tengono conto dei prezzi fissati dalla Consip Spa, fatto che avviene frequentemente.

Sburocratizzare, semplificare e trasferire le procedure in digitale dovrebbero essere le azioni principali messe in atto da Crocetta. Ma lui non sa cosa siano quelle tre parole. Poveretto, non capisce il significato e la portata. Ma non è colpa sua: ognuno è fatto com’è fatto.
E poi, il presidente della Regione - qui non ci importa e non parliamo della persona fisica, ma della funzione - avrebbe dovuto dire ai cittadini, al momento dell’elezione, quali obiettivi di crescita di Pil (in punti percentuali) e di crescita dell’occupazione (in decine o centinaia di migliaia di unità) intendeva raggiungere nella XVI legislatura.
Lui non ha mai indicato questi obiettivi e non per ignoranza, ma per furbizia. Cosicché, i fatti accertano il retrocedere economico della Sicilia, l’aumento della disoccupazione e della povertà. Ma manca il rapporto fra obiettivi inesistenti e risultati disastrosi. Per questo si deve dare un encomio all’attuale presidente della Regione. Anzi, bisogna rieleggerlo.

Articolo pubblicato il 02 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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