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Aziende isolane sempre più connesse
di Chiara Borzì

Unioncamere: crescita delle imprese online nella nostra Isola, ma si resta comunque dietro alla media del Mezzogiorno

Tags: Web, Internet, Impresa, Unioncamere



ROMA – La Sicilia sposa l’e-commerce, ma non con la giusta convinzione, tanto da ritrovarsi oggi in una sorta di “limbo” del settore.
Secondo i dati forniti da Unioncamere – Infocamere Movimpresa, in Italia il numero d’imprese che vende servizi online è cresciuto in sei anni di oltre il 151 per cento ed in Sicilia di quasi il 162 per cento, tuttavia, nonostante il buon risultato regionale questa stessa stima risulta inferiore alla media delle singole regioni del Centro-Sud.

I dati di Abruzzo, Puglia e Campania e poi quelli di Calabria e Basilicata sono di gran lunga più ottimistici. Come si legge nel documento diffuso da Unioncamere, a guidare la corsa del commercio virtuale sono le imprese abruzzesi (+260 per cento), seguite da quelle pugliesi (+218 per cento) e da quelle campane (+202 per cento), si aggiungono poi le aziende calabresi (196,1 per cento) e quelle lucane (194 per cento).

Nella “locomotiva e-commerce” che sembra attraversare il Mezzogiorno, dunque, la Sicilia sembra non essere ancora riuscita, nonostante gli sforzi, a conquistare un posto in prima classe.  Questa speciale classifica subisce un primo, netto, capovolgimento ragionando in termini assoluti. Come si legge ancora nel comunicato di Unioncamere, la crescita più consistente di imprese si registra in Lombardia (1.694 attività in più nel medio periodo 2009-2015), in Campania (+1.069) e nel Lazio (+983).

Per trovare la Sicilia dobbiamo superare le Puglia e Toscana, rispettivamente forti di 625 e 620 imprese in più nel lungo periodo considerato (2009-2015), mentre la nostra regione si è fermata a 541.

Anche quest’ultima classifica si mescola se guardiamo, infine, alle province. Prima è quella di Roma (1.384 le imprese con sede territoriale alla fine del 2015), seconda è Milano (1.260) e terza Napoli (897), poi Torino (665) e Salerno (366), seguite da Bari (354), Firenze (328), Brescia (297), Bologna (268), Bergamo (248) e Catania (248).

La provincia etnea è per un soffio fuori dalla top ten dei territori che contano il maggior numero d’imprese e-commerce per l’anno 2015. è seguita a sua volta da Palermo che in una sorta di exequo mostra lo stesso numero d’imprese di Catania. Ruoli capovolti se si analizzano le percentuali di crescita, dove Palermo fa segnare un +229 per cento mentre Catania un +199 per cento.

Il resto delle province siciliane si spartisce le briciole di un settore dominato dalle due province sopracitate. In Sicilia, anche di fronte a percentuali di crescita esorbitanti, come quelle mostrate da Ragusa (+346 per cento d’imprese censito da Unioncamere per il periodo 2009-2015), è facile notare l'impatto discreto del dato. Nel territorio ibleo, infatti, negli ultimi sei anni sono nate appena 52 aziende, nel 2015 erano in totale 67. Lo stesso numero d’imprese si è evidenziato nel 2015 a Trapani, 53 sono invece quelle di Agrigento, 45 quelle di Siracusa, 37 quelle di Caltanissetta e solo 19 quelle di Siracusa. Alle spalle di Catania e Palermo troviamo solo Messina, con 97 imprese attive sul territorio, 145 in meno rispetto quelle presenti nelle due nuove città metropolitane.

Articolo pubblicato il 03 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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