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Quotidiano di Sicilia

Entro il 2050 oltre 60 mln di tonnellate di pannelli fotovoltaici in disuso
di Bartolomeo Buscema

Irena e Iea: il business del riciclo dei moduli potrà arrivare a fruttare fino a 15 miliardi di dollari. Solo l’Ue ha adottato norme che ne regolamentano la gestione, definendoli rifiuti speciali

Tags: Fotovoltaico, Irena, Iea



PALERMO - Nel 2015, a livello globale, la potenza installata cumulata d’impianti fotovoltaici è stata di 227 Gw di picco e le previsioni di crescita al 2050 sono più che ottimistiche. Un quadro sicuramente positivo ma che richiede una visione globale che tenga conto di un aspetto importante: lo smaltimento dei pannelli che giungono a fine vita.

L’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena), in collaborazione con l’International energy agency (Iea), stima che circa settantottomilioni di tonnellate di moduli fotovoltaici raggiungeranno il “fine vita” nel 2050.

Più in dettaglio, la stima, contenuta nel rapporto ‘End-of-life management: solar photovoltaic panels’, prevede che dalle 250mila tonnellate di rifiuti da pannelli fotovoltaici prodotte nel 2016, si passerà entro il 2030 a ben 1,7 milioni di tonnellate per arrivare a quota 60-78 milioni di tonnellate di moduli nel 2050.

Com’è facile prevedere, si tratta di un futuro mastodontico problema di smaltimento ma, evidenza il rapporto, anche un giro d’affari, legato ai componenti recuperabili, di 450 milioni di dollari al 2030. Un business che al 2050 potrebbe arrivare fino a 15 miliardi di dollari. Una somma sufficiente per produrre circa due miliardi di nuovi moduli.

E' chiaro che con un tale scenario economico, carico anche di nuovi posti di lavoro, Irena esorti gli operatori del settore a investire anticipatamente, chiedendo al contempo nuove regolamentazioni in materia di smaltimento e soprattutto una ricerca applicata che faciliti il recupero dei materiali riciclabili contenuti nei moduli fotovoltaici.

“Con le giuste politiche e quadri normativi- spiega Adnan Z. Amin, direttore generale Irena, le nuove industrie che riciclano i vecchi pannelli fotovoltaici possono guidare la creazione di valore economico e costituire un elemento importante nella transizione del mondo verso un futuro energetico sostenibile”.

Ora, si legge nel documento tecnico, solamente l’Unione europea ha adottato specifiche norme che regolamentano la gestione dei pannelli fotovoltaici a fine vita. Infatti, le relative Direttive dell’Unione considerano il modulo fotovoltaico, non più operante, un rifiuto speciale, chiedendo, di conseguenza, ai produttori impegni finanziari anticipati per la raccolta futura e riciclaggio dei moduli fotovoltaici che giungono a fine vita. E bisogna ammettere che tutti i produttori europei hanno ben recepito tali direttive.
Purtroppo, molti Paesi fuori dall’Ue sono ancora indietro, continuando a classificare il pannello fotovoltaico come rifiuto generico o industriale.

Articolo pubblicato il 04 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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