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Piana di Catania, campagne a secco e agricoltori con l'acqua alla gola
di Redazione

Il presidente di Confagricoltura Catania, Giovanni Selvaggi, lamenta i disservizi del Consorzio di bonifica 9

Tags: Consorzio Di Bonifica, Catania, Piana Di Catania



CATANIA - Le campagne della piana di Catania sono a secco, soprattutto quelle della zona di Sferro e di quota 150, a causa dei continui disservizi del Consorzio di Bonifica Catania 9 e la rabbia degli agricoltori monta e rischia di sfociare in clamorose azioni di protesta.

“Qui intorno alla contrada Sferro, soprattutto in alcune zone come quelle di quota 150, la situazione è sempre più grave e non passa giorno che non incontro imprenditori agricoli che mi raccontano di come una intera stagione di lavoro per quanto riguarda agrumi, ortaggi e molte altre colture, rischia di andare completamente persa per mancanza di acqua”, riferisce Giosuè Arcoria, neo presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Giovani Agricoltori di Confagricoltura che proprio nella zona del paternese conduce la sua azienda agricola.

“Dopo una campagna commerciale disastrosa ed un aumento dei ruoli a carico degli agricoltori privi di ogni logica razionale e di gran lunga arbitrari in quanto unilateralmente tiene conto solamente dell’esigenza di far quadrare i conti, ecco anche per questa estate servito l’ultimo colpo di grazia per gli agricoltori”, rincara la dose il presidente di Confagricoltura Catania Giovanni Selvaggi.
“Con temperature estive al di sopra della media il Consorzio di Bonifica, come dimostrato anche dalla disastrosa perdita verificatesi qualche giorno fa a Catenanuova, continua a non essere all’altezza delle esigenze degli imprenditori agricoli- continua Selvaggi.

“Nonostante la disponibilità dell’acqua negli invasi, il sistema della bonifica non riesce a garantire la distribuzione dell’acqua in campagna – aggiunge Selvaggi - non vi è dubbio che nelle condizioni attuali il mancato trasferimento dei fondi Regionali ai Consorzi di bonifica è quanto mai privo di qualsiasi fondamento, ma reputo sbagliato ed incomprensibile che i Consorzi di Bonifica impostino i propri bilanci finanziari prevedendo le maggiori entrate dagli utenti agricoltori i quali si vedrebbero triplicare o forse più i ruoli attuali con tutte le lacune gestionali che i Consorzi non sono in grado di affrontare”.

Reti fatiscenti, manutenzioni in forte ritardo, ruoli irrigui in generale più che raddoppiati e le aziende agricole non hanno la possibilità di irrigare perché il Consorzio non riesce a garantire l’acqua. E ancora strutture consortili elefantiache, piene di debiti e prive di progettualità, questo il quadro complessivo della situazione descritto dal presidente di Confagricoltura Catania.

“Gli utenti sono chiamati a pagare il ruolo in anticipo, a mettersi in regola con i pagamenti pregressi, ma non sono in grado di sapere in che periodo avranno l’acqua per irrigare e se l’avranno e a quali costi ulteriori”, spiega ancora Selvaggi.
Per il presidente degli imprenditori agricoli catanesi la situazione è insostenibile. “Intervenga in prima persona l’assessore Regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici a porre rimedio a tutte le questioni aperte nel sistema della bonifica Regionale”.
“Serve tutto un lavoro propedeutico per riportare in agenda politica tra le sue priorità la legge sul riordino dei Consorzi di Bonifica così come è stata approvata dall’Ars senza ulteriore ritardo e quindi una iniziativa urgente che superi l’attuale stato gestionale dei Consorzi di bonifica, per farli uscire da oltre 20 anni di inefficiente commissariamento”, conclude Selvaggi.

Articolo pubblicato il 04 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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