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Quotidiano di Sicilia

Formazione in stallo, fondi ridotti e corsi programmati ma bloccati
di Michele Giuliano

Intanto i sindacati hanno discusso col ministro Poletti sui piani formativi e gli esodi del personale. Sul tema è saltato il confronto in commissione Lavoro con i deputati regionali

Tags: Formazione, Lavoro, Sicilia, Bruno Marziano



PALERMO - Le audizioni all’Ars sono praticamente con cadenza settimanale. Una volta l’avviso 4, un’altra l’avviso 8, un’altra ancora lo stato di crisi. Di risultati concreti però nulla: solo chiacchiere e spesso polemiche con il gioco delle parti tra chi sostiene il governo regionale e chi invece tira le fila per lo sprint finale in vista delle elezioni del 2017.

Sostanzialmente il settore è del tutto congelato, tanto per usare un eufemismo in questa torrida estate siciliana. Non si muove foglia, nemmeno i corsi tradizionali sono mai partiti, nè tantomeno il governo regionale è riuscito a dar seguito a quel minimo di programmazione che era stata promessa. Se tutto va bene se ne parla a ottobre con lo sblocco dei corsi con ulteriori tagli per cui sono stati stanziati 130 milioni di euro.

Intanto i sindacati siciliani si sono confrontati in questi giorni con il ministro Poletti e il sottosegretario alla Pubblica istruzione Davide Faraone. è stato confermato a Cgil, Cisl, Uil e Snals la massima attenzione per il piano approntato dall’assessore regionale alla Formazione Bruno Marziano riguardante un intervento pluriennale sia per i piani formativi ordinari sia per i percorsi di istruzione e formazione. Il piano prevede anche i prepensionamenti per i nati negli anni ’51, ’52 e ’53 con la possibilità di estensione ai successivi tre anni ’54, ’55 e ’56.

“Nei prossimi giorni - dicono dalla Uil Sicilia - avremo notizie se il piano di programmazione degli interventi finanziari e degli esodi del personale, ancora in corso di definizione, sarà definitivamente accolto”. Il rappresentante del governo nazionale ha confermato che le tematiche, già oggetto di un tavolo tecnico attivato presso il ministero del Lavoro unitamente alla Regione e al Miur, comprendono anche le politiche attive del Lavoro in Sicilia. “Oggi ci sentiamo di registrare un passo in avanti significativo - aggiunge la Uil - verso la soluzione delle principali vertenze del settore anche se restano da conoscere nei particolari come saranno organizzati gli esodi e che soluzione la cabina di regia ha approntato per i servizi del lavoro in Sicilia. La Uil ha accettato il confronto costruttivo e puntuale auspicato dal sottosegretario Faraone e con lo stesso spirito manterrà i contatti già da tempo avviati per la risoluzione della vertenza dei lavoratori del settore che da oltre 10 anni assicurano in Sicilia gli interventi di politica attiva a chi cerca lavoro e a chi lo ha perduto”.

“Valutiamo positivamente l’intervento del ministro e del sottosegretario sulla crisi del settore della Formazione professionale nell’Isola - hanno aggiunto i vertici della Cisl siciliana Francesca Bellia, Giovanni Migliore e Giorgio Tessitore - e l’annuncio dell’apertura del percorso che dovrà rilanciare il settore rendendolo funzionale e di sostegno al mercato del lavoro in Sicilia, anche attraverso l’esodo del personale in esubero, oggi senza più prospettive occupazionali”.

Intanto è bagarre alla Regione perchè è saltato in commissione Lavoro il confronto con il governo regionale proprio su questo stallo della formazione: “Trovo gravissimo - ha attaccato il deputato regionale Vincenzo Figuccia - che nessuno dei componenti del governo Crocetta si sia presentato in commissione Lavoro a un’audizione sulla grave crisi occupazionale che investe gli operatori della formazione professionale alla quale erano presenti tutte le organizzazioni sindacali. Il popolo della formazione è stato lasciato a casa senza alcuna garanzia. Migliaia di persone, abbandonate senza paracadute, aspettano soluzioni che potrebbero essere alla portata se ci fosse una politica responsabile. Oggi la realtà è quella di enti senza accreditamento, saldi non pagati dal 2008, mancate riforme del settore, proclami e sterili dibattiti”.

Articolo pubblicato il 11 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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