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Guida per proteggere le vacanze cosa fare prima e dopo il viaggio
di Michele Giuliano

L’acquisto di pacchetti turistici sul web è oramai una regola, ma sui diritti ancora molti dubbi. Il consumatore che acquista on line ha gli stessi diritti di chi va in un’agenzia

Tags: Vacanza, Turismo



ROMA - Agenzie viaggi on line e agenzie tradizionali non hanno alcuna differenza. Secondo il ‘Codice del Turismo’, infatti, il consumatore che acquista una vacanza sul canale web, in caso di disguidi e disagio, ha le stesse tutele e diritti di chi ha organizzato il viaggio tramite il canale tradizionale. L’Unione Nazionale Consumatori ha messo a punto una breve sintesi di consigli pratici per avere le spalle coperte prima e dopo la partenza.

Innanzitutto, spiegano dall’associazione, è sempre bene avere sottomano copia del contratto che si sottoscrive, accertando che faccia chiaro riferimento alle offerte contenute nel catalogo informativo (in questo caso le indicazioni fornite da depliants e brochures saranno vincolanti per l’organizzatore mentre se si sottoscrive una polizza di assicurazione, non dimenticare di leggere attentamente le condizioni contrattuali con attenzione alla previsione di franchigie, spese non rimborsabili, etc...), mettendolo per iscritto per tempo, si ha inoltre diritto ad opporsi ad eventuali richieste di ulteriori esborsi da parte dell’agenzia quando mancano meno di 20 giorni alla partenza.

Durante la vacanza, nulla deve turbare il relax promesso al momento dell’acquisto. Perciò è importante segnalare e documentare ogni difformità rispetto al contratto di viaggio: qualsiasi modifica del programma o della sistemazione alberghiera legittimano il consumatore al rimborso del prezzo per la prestazione non goduta oltre al risarcimento del danno. Infine ecco cosa fare al rientro: entro 10 giorni, nel caso di difformità o disservizi, bisogna formalizzare un reclamo con richiesta di rimborso tramite raccomandata di andata e ritorno (o un qualsiasi strumento che consenta di provare l’avvenuto ricevimento, ndr) indirizzata all’agenzia di viaggi o al tour operator.
Se si è acquistato un pacchetto turistico tutto compreso, la richiesta dovrà essere indirizzata all’organizzatore e non al singolo fornitore di servizi turistici.

L’Unc ha anche messo a punto una piccola lista di consigli che possono tornare utili al rientro da quella che più che una vacanza è stato in realtà quasi un incubo. “Il termine ‘vacanza rovinata’ usato per identificare il danno corrispondente al disagio psico-fisico subito dal turista per non aver goduto pienamente delle proprie ferie - spiega il segretario generale di Unc, Massimiliano Dona - è ormai riconosciuto da anni come il diritto a ottenere un risarcimento nel caso in cui negligenze o ritardi non abbiano consentito di godere appieno delle proprie vacanze”. Cosa fare dunque?

Innanzitutto, precisa l’associazione, bisogna ricordare che si hanno 10 giorni lavorativi di tempo a partire dalla data di ritorno per presentare un reclamo con richiesta di rimborso che deve essere inoltrata, all’agenzia o al tour operator, tramite raccomandata con ricevuta di ritorno. Bisogna poi conservare il catalogo e tutta la documentazione di viaggio per poter avere prove sufficienti della disomogeneità tra il prodotto acquistato e il servizio realmente avuto. “Come ogni anno - fa notare Dona - dopo le vacanze ci troviamo a dover gestire le richieste di aiuto di moltissimi cittadini che hanno avuto le vacanze rovinate a causa di ritardi aerei, strutture alberghiere inadeguate e bagagli smarriti sono solo alcuni dei disagi più comuni denunciati dai consumatori”.

Articolo pubblicato il 13 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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