Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Beni dello Stato, in Sicilia valgono 2,2 miliardi
di Rosario Battiato

Nel portale dell’Agenzia del demanio è stato pubblicato l’atteso censimento eseguito su tutto il territorio nazionale. Nell’Isola ci sono oltre 3 mila beni tra fabbricati e aree. Ma in maggior parte è patrimonio indisponibile

Tags: Agenzia Del Demanio, Sicilia



PALERMO – Il patrimonio immobiliare dello Stato in Sicilia vale circa 2,2 miliardi. Sono più di 3 mila i beni complessivamente presenti che si dividono in due grandi insiemi (fabbricati e aree) e in tre categorie (demanio storico artistico, patrimonio disponibile e patrimonio indisponibile). Numeri dell’Agenzia del demanio riportati sulla piattaforma OpenDemanio (dati.agenziademanio.it) e aggiornati alla fine del 2015. Uno strumento utile per mappare il valore e la numerosità del patrimonio dello Stato in tutta Italia e per conoscerne la porzione da mettere a reddito.  

Per fabbricati si intendono diversi immobili: edifici cielo terra, porzioni di fabbricati, singole unità immobiliari, capannoni, chiese, impianti sportivi, infrastrutture, monumenti. In Sicilia sono 2.484, pari al 7,82% del totale nazionale. La Regione che ne ospita la quota maggiore è ovviamente il Lazio con 4.493, che vale il 14%.

La distribuzione regionale premia la provincia del comune capoluogo con 822 (33% dell’Isola), seguita da Messina con 453 (18,24%) e Trapani con 371 (14,94%). Segue Agrigento con 180 (7,25%), mentre in quinta e sesta posizione troviamo Siracusa e Catania, rispettivamente con 179 (7,21%) e 175 (7,05%). A chiudere la classifica ci sono Caltanissetta (123), Enna (117) e Ragusa (64%).

Poco meno del 70% di questo patrimonio rientra nella categoria del patrimonio indisponibile, che comprende quei beni destinati per legge o per uso a scopi pubblici e come tali soggetti al regime di diritto pubblico fino al perdurare della loro destinazione. Il 24,5% appartiene, invece, ai beni disponibili che lo Stato gestisce secondo le norme del diritto privato. La parte restante, cioè il 6%, rientra nel demanio storico artistico che è costituito da quei beni per i quali il Mibact ha riconosciuto un interesse storico, archeologico, artistico e culturale, limitandone l’utilizzabilità e con particolari garanzie di conservazione.

Il valore complessivo dei fabbricati si assesta su poco più di 2 miliardi di euro, anche se l’Agenzia precisa che non si tratta di “valori inventariali di libro che non sono assimilabili ai valori di mercato”. La provincia più ricca è ovviamente Palermo che si prende circa la metà del valore con 1 miliardo di euro. È Catania a guadagnare diverse posizioni rispetto alla precedente classifica e a piazzarsi al secondo posto regionale con 338 milioni di euro (16,82%), seguita sul podio da Messina con 300 milioni (14,92%). La più povera è Enna con poco meno di 40 milioni di euro.

Un secondo capitolo riguarda le aree, cioè quei beni non edificati come terreni agricoli, aree edificabili, argini, boschi, giardini, siti archeologici, cimiteri di guerra, montagne, miniere, strade. Nell’Isola sono 637 (4,67%) con una maggiore concentrazione nella provincia di Messina (145 pari al 22,76%) seguita da Palermo (96) e Trapani (86). Il valore complessivo delle aree è pari a 260 milioni di euro con un podio che vede in testa la provincia peloritana (77,8 milioni, 29,94%), seguita da Trapani (73 milioni, 28,29%) e Palermo (52 milioni, 20,32%). In questo caso il 71% dei beni è definito come “disponibile”.

Circa la metà dei beni patrimoniali dello Stato è considerata “disponibile”, quindi gestita secondo il diritto privato, e pertanto potenzialmente valorizzabile in termini economici. Tuttavia soltanto una piccola parte “si presta – scrivono dall’Agenzia del Demanio – all’inserimento in percorsi di vendita/valorizzazione”.

Articolo pubblicato il 19 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus