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Palermo - Approvato il Bilancio di previsione, ma il Partito democratico si spacca
di Gaspare Ingargiola

Nel corso della discussione in aula sul documento sono arrivate le dimissioni di Rosario Filoramo. L’ex capogruppo si è schierato contro i consiglieri Pd “attratti dallo scontro”

Tags: Palermo, Bilancio, Leoluca Orlando



PALERMO - Il Consiglio comunale approva il bilancio di previsione 2016 - l’ultimo della sindacatura - con 27 sì e 7 no ma durante il dibattito in aula il Pd si spacca e Rosario Filoramo dà le dimissioni da capogruppo. È la naturale conseguenza di un gruppo che negli anni è, sì, cresciuto anche per l’ingresso di ex esponenti della maggioranza, ma che di tanto in tanto ha mostrato crepe dovute alle diverse correnti e sensibilità politiche interne. Prova di forza, al contrario, della maggioranza di Leoluca Orlando, che in una settimana ha portato a casa una variante urbanistica, il regolamento per il settimo bando del centro storico, il piano triennale, il piano alienazioni e il previsionale. E al rientro dalla pausa di ferragosto toccherà alla Ztl.

Le tensioni in casa dem erano iniziate proprio con il piano alienazioni: il gruppo non ha trovato l’intesa su un emendamento riguardante lo Stadio delle Palme, che alla fine è uscito dall’elenco dei beni alienabili. L’indomani, al momento di discutere il bilancio, nuovi attriti tra Rosario Filoramo, che avrebbe voluto dare l’ok al documento finanziario senza emendamenti per poi discutere una variazione di bilancio a settembre e l’assestamento a novembre (come in effetti avverrà), e alcuni componenti del gruppo dem, che invece gli emendamenti correttivi li volevano inserire subito. Una lotta intestina che si specchia nel ritardo con cui il partito di Matteo Renzi si sta muovendo nella corsa alle elezioni amministrative, visto che a nove mesi dal voto non c’è un candidato sindaco mentre Orlando insegue la riconferma, Fabrizio Ferrandelli, pur restando iscritto al Pd, si presenta con il suo movimento dei Coraggiosi, il centrodestra pare aver virato su Saverio Romano e Francesco Scoma e anche il M5s ha avviato la campagna di selezione online del candidato. Solo il Pd, in pratica, manca all’appello.

“Ho rassegnato le mie dimissioni da capogruppo del Pd in Consiglio comunale – ha spiegato Filoramo in una nota -, dopo essere riuscito a sparigliare una situazione d’aula bloccata dagli appetiti di chi è abituato, in occasione dell’approvazione del Bilancio di previsione, a effettuare l’assalto alla diligenza a suon di emendamenti di dubbia utilità. Le condizioni che abbiamo affrontato nelle ultime due sedute di Consiglio sono state del tutto eccezionali, il bilancio di previsione da approvare a cavallo del Ferragosto, con la fretta e gli infradito ai piedi a farla da padrone. Ho scelto nell’interesse della città. Ho scelto di privilegiare il riavvio della spesa pubblica comunale, consentendo la rapida approvazione del bilancio e lo sblocco della spesa”.

L’ex capogruppo democratico ha spiegato la sua proposta di non presentare emendamenti: “Ho chiesto esplicitamente al sindaco, ottenendone il pubblico assenso, di assumersi la piena responsabilità di tale ritardo e l'impegno di rinviare l’approfondimento dei tantissimi nodi irrisolti con la prossima manovra di assestamento da effettuare entro settembre. Nelle prime ore del mattino il Bilancio è stato approvato senza ricorso ad alcuno emendamento. Un miracolo della politica troppe volte accusata di creare immobilismo. Ciò non è stato gradito da quei consiglieri di destra e della maggioranza abituati a gozzovigliare nelle lungaggini delle trattative”. Poi l’affondo nei confronti dei compagni di partito: “Ciò non è stato gradito anche da qualche esponente del mio gruppo e del mio partito, attratto dal dito dello scontro interno piuttosto che dalla luna dell’interesse pubblico. I conflitti e la mancanza di strategia unitaria all’interno del Pd, purtroppo, vengono utilizzati per delegittimare e favorire il trasformismo col centrodestra palermitano – ha concluso Filoramo -. Il Pd torni ad essere il Pd, forza trainante e accogliente del centrosinistra”.

Le redini del gruppo sono momentaneamente affidate al vice Sandro Leonardi, che ne difende l’operato: “Il Pd in Consiglio comunale ha fatto sempre un’opposizione costruttiva, come si addice a un partito di governo, e a volte dura come nel caso degli aumenti delle tasse o dell'introduzione della Ztl”. E arriva quella che ha l’aria di una risposta indiretta a Filoramo: “Il Pd è comunque una comunità politica che non può venir meno ai suoi principi che impongono di controllare e pretendere risposte quando si trattano atti importanti, specie il Bilancio. Abbiamo lottato, insieme ad altre forze di sinistra, cercando di dare ancora più risorse alla cultura e ai lavoratori del Teatro Biondo, invece di accettare che il Comune desse meno dell’anno scorso. Per questo alla fine il Pd ha votato contro questa la manovra”. Poi l’attacco all’amministrazione Orlando: “Come è possibile – ha sostenuto Leonardi - approvare in un minuto un bilancio di migliaia di pagine senza uffici, senza presidenti e cda delle partecipate, nonostante i pesanti rilievi dei Revisori fra i quali la mancata presentazione dei bilanci di alcune aziende? In un bilancio da oltre un miliardo di euro non si comprende come non si riescano a trovare i soldi per evitare l’ennesimo balzello Ztl, appena 3 milioni per lo sviluppo economico e il turismo e sono sotto gli occhi di tutti le condizioni della città e delle aziende e i pochi e malandati servizi offerti alla città”. Per il primo cittadino “Non può non risaltare sul piano politico quanto avvenuto nel gruppo consiliare del Pd dove, in contrasto con lo stesso capogruppo che si è visto costretto alle dimissioni e a lasciare l'aula con altri colleghi di gruppo, è emersa in tutta la sua gravità la 'verdinizzazione' di una sparuta minoranza di transfughi di recente accolti dal Pd che tentando inutili rinvii prima, e votando contro il bilancio poi, sembra aver da tempo rinunciato ad avere un ruolo costruttivo nella politica cittadina”.
 

 
Ecco i numeri presentati dalla Giunta Orlando
 
PALERMO - Approvato senza emendamenti (bocciato anche quello che stanziava 500mila euro in più per il Teatro Biondo, approvati solo quelli tecnici che inseriscono le opere del Piano triennale opere pubbliche), i numeri del bilancio di previsione sono gli stessi dello schema presentato dalla giunta Orlando. Sul fronte della spesa, che tra corrente (875 mln) e investimento (440 mln), a lordo delle reimputazioni da armonizzazione, ammonta a complessivi 1,316 mld, si rileva il contenimento della spesa per il personale e delle spese di funzionamento e la crescita delle spese d'investimento. Il tasso d'incidenza della spesa del personale sulla spesa corrente, pari al 30,21%, può considerarsi ormai fisiologico. Le spese di funzionamento si sono ridotte del 20,20% rispetto al 2015 (sono infatti passate dai 30,7 mln del 2015 ai 24,5 mln per il corrente esercizio finanziario). In calo la spesa per utenze, passate nel 2016 da 20,5 a 13,6 mln (-34,07%). Alla pubblica istruzione nel 2016 sono destinati 30,3 mln, di cui 26,1 mln da fondi comunali e 4,1 mln da trasferimenti statali e regionali. In particolare sono previsti: fornitura gratuita libri di testo 2,3 mln, borse di studio 1,5 mln, assistenza specialistica ad alunni disabili 2 mln, refezione scolastica 2,1 mln, contributi alle scuole per spese di funzionamento, manutenzione ordinaria e conduzione impianti termici 3,3 mln. Per i servizi sociali ci sono 91,2 mln, di cui 36,7 mln da fondi comunali e 54,5 da trasferimenti statali e regionali. In particolare sono previsti: ricovero minori, inabili, disagiati psichici e accoglienza ragazze madri 29,3 mln, asili nido 4,6 mln, contributo alloggiativo 1 mln, assistenza economica straordinaria 200mila euro, contributo buono socio-sanitario 3,7 mln, integrazione all'affitto 3 mln, altri servizi 19,2 mln. La cultura beneficerà di 11,5 mln, di cui 11,452.648,63 da fondi comunali e 125mila da trasferimenti regionali: contributo a Teatri Biondo e Massimo 3,2 mln, musei e spazi espositivi ed altre attività in campo culturale 1,8 mln, promozione e realizzazione di spettacoli e attività ricreative, comprese le festività religiose 2 mln. Anche le risorse destinate ai servizi resi dalle società partecipate sono state confermate, pur nell'ambito di un'organica rivisitazione, con lo stanziamento nell’esercizio 2016 di 270,8 mln. La spesa d’investimento sale dai 62,6 mln del 2015 ai 68,5 mln del 2016.

Articolo pubblicato il 19 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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