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Quotidiano di Sicilia

I debiti della Pa ammontano a 65 mld. In Europa nessuno peggio di noi
di Serena Giovanna Grasso

Cgia di Mestre: nel Belpaese le imprese prima di riscuotere i crediti devono attendere in media 131 giorni. Secondo i dati Mef, in Sicilia gli insoluti si aggirano intorno ai 10 mld di euro

Tags: Cgia Mestre, Pubblica Amministrazione



PALERMO – L’economia italiana, in particolar modo meridionale e siciliana, dissanguata dalla crisi economica potrebbe trovare nella pubblica amministrazione un cliente capace di restituire respiro grazie ai pagamenti puntuali. Si tratta purtroppo di un’utopia. Secondo i dati pubblicati ieri dalla Cgia di Mestre, i tempi impiegati dalle pubbliche amministrazioni per espletare i pagamenti sono infiniti, parecchio più lunghi rispetto a quelli prescritti dalla a direttiva europea 2011/7: infatti, a livello nazionale le imprese devono attendere in media 131 giorni prima di ricevere il pagamento, ovvero il tempo più lungo a livello europeo, contro il tempo massimo di 30 giorni dal ricevimento della fattura da parte dell’ente debitore o, quando non è certa la data di ricevimento della stessa, dalla consegna della merce o dalla data di prestazione dei servizi, termine che si dilata a 60 giorni in casi eccezionali (come i debiti sanitari) prescritti dalla direttiva europea.

“In Europa – segnala il segretario della Cgia Renato Mason – nessuna altra Pubblica amministrazione si comporta peggio della nostra. Sebbene negli ultimi anni le cose siano migliorate, il gap con i nostri principali partner economici rimane  ancora molto elevato. In Francia, ad esempio, i fornitori vengono pagati mediamente dopo 58 giorni, nel Regno Unito dopo 30 e in Germania addirittura dopo 15 giorni. La media dei 27 paesi Ue, invece, è di 45 giorni”.

Addirittura, il rapporto pubblica amministrazione – impresa è di gran lunga peggiore al rapporto che intercorre tra le stesse imprese: infatti, le imprese italiane saldano i propri subfornitori imprenditori mediamente dopo 80 giorni, anche in questo caso si tratta del tempo maggiormente elevato a livello europeo ma di gran lunga più contenuto rispetto a quello precedentemente rilevato con riferimento alla pubblica amministrazione.

Per quel che riguarda l’ammontare dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione, la Cgia di Mestre effettua una stima pari a 65 miliardi di euro: “Anche se a nostro avviso il dato è sottodimensionato – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo –dall’ultima stima elaborata dalla Banca d’Italia emerge che i mancati pagamenti della Pa ammontano a 65 miliardi di euro: 34 a causa dei ritardi di pagamento e gli altri 31 sono di natura fisiologica. Ovvero, legati ai tempi di pagamento contrattuali che, secondo la Direttiva europea entrata in vigore nel 2013, non possono superare i 30-60 giorni dall’emissione della fattura”.

Ci eravamo già occupati della materia nell’inchiesta pubblicata lo scorso 27 luglio “La Pa non paga 10 mld alle imprese”. Avevamo interpellato il ministero dell’Economia e delle finanze, secondo cui le pubbliche amministrazioni della regione Sicilia (Enti del servizio sanitario nazionale, Regione, Enti locali, e gli altri Enti pubblici in regime di fatturazione elettronica), nel periodo dal primo aprile 2015 (data che ha sancito la fatturazione elettronica obbligatoria per tutte le pubbliche amministrazioni) al 31 marzo 2016 hanno ricevuto 1,7 milioni di fatture passive per un importo complessivo pari a circa 9,4 miliardi di euro, a fronte delle quali risultano comunicazioni di pagamenti per circa il 50%. A questo considerevole importo è necessario aggiungere il pregresso di 5 miliardi di euro, dal cui risultato si ottiene un debito ammontante a ben 10 miliardi di euro.

Articolo pubblicato il 19 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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