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"Manuale" di al Qaeda per colpire gli Usa
di Redazione

Pubblicato in rete un libriccino di 25 punti per aiutare i lupi solitari

Tags: Terrorismo, Al Qaeda



ROMA - Avvelenare cibo e rete idriche; incediare boschi e raccolti agricoli; colpire dighe, centrali elettriche e rete cittadine di distribuzione del gas per il riscaldamento; addirittura ricorrere ai bambini per compiere attacchi terroristici, facendo loro credere che si tratta di un gioco innocente. Sono solo alcuni dei “25 modi per colpire gli Usa” elencati ad uso e consumo di lupi solitari in Occidente, in un nuovo opuscolo diffuso sui social media dalla filiale siriana di al Qaida: il Fronte al Nusra, ribattezzatosi nelle ultime settimane in “Fronte della Conquista del Levante”. A segnalare l’iniziativa dei concorrenti dello Stato islamico (Isis) è il quotidiano libanese “Assafir”.

Il giornale di Beirut, molto informato sulle vicende siriane, afferma che l’opuscolo “sta circolando anche in forma cartacea nei campi di addestramento di al Nusra” in Siria. Con il titolo “Innovazioni geniali su come prendere di mira gli interessi Usa, il libretto è stato scritto dal noto jihadista Abu Abdul Karim al Gharby” (“L’Occidentale”). Secondo Assafir, si tratta di un scritto che contiene un progetto completo per colpire gli Stati Uniti dall’interno” addirittura “più malvagio” dei messaggi di morte dell’Isis lanciati ai lupi solitari per compiere attentati in Europa. Si parte dalla premessa che “l’America è la testa del serpente”,  quindi non bisogna distrarsi dal nemico principale, “perchè se si colpisce la testa muore il corpo”, dove per il corpo si intendono i governi arabi filo-occidentali. L’idea di fondo è quella di “esortare sostenitori e lupi solitari a pensare a nuovi modi per colpire gli americani senza che l’intelligence possa prevederli”.

Ma ecco i 25 modi “che alla fine contribuiranno al crollo degli Stati Uniti”: colpire “senza fare distinzione tra militari e civili”; “niente esplosivi, niente problemi”, recita il testo, ricorrendo ad un noto slogan pubblicitario per suggerire alle potenziali reclute di abbandonare i tradizionali esplosivi e proiettili, facendo ricorso invece ai “bombole di gas”. Come trasformare in una micidiale bomba un normale strumento domestico è spiegato con dovizie di particolari. Quindi rivolgendosi al “Mujahid” che magari lavora in un albergo o in un ristorante, il consiglio è di “concentrarsi sui veleni: mettere una sostanza letale che procura morte lenta e non immediata nel cibo dei clienti”. Al Qaida consiglia anche il ricorso “quando possibile, ai bambini, sia per azioni di spionaggio che per uccidere i miscredenti. Ma fate attenzione, bisogna presentare il tutto come un gioco innocuo ed innocente”. E “per contribuire al crollo degli Stati Uniti”, l’autore si ingegna a trovare altri modi: “Distruggere dighe, sabotare ponti, incendiare foreste e raccolti agricoli, causare ingorghi stradali: tutti questi atti procurano danni di miliardi di dollari al nemico”.

La lista delle “idee” di al Qaida prosegue così: “avvelenare pozzi d’acqua; sabotare rete fognaria e rete idrica, prendere di mira centrali elettriche, aerei al momento del decollo e dell’atterraggio, più semplice di un dirottamento, danneggiare il più possibile le reti di riscaldamento di gas municipali”. Infine altre azioni, come per esempio: “violare i computer e diffondere virus; istigare risentiti, emarginati e malati psichici ad atti di vandalismo per creare il caos, rapinare banche e società ricche, incendiare edifici, promuovere truffe per appropriarsi dei soldi dei miscredenti, vendere cibo scaduto a prezzi bassi”.

Articolo pubblicato il 19 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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