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Sicilia senza appeal snobbata dagli stranieri
di Michele Giuliano

Dati 2015 della Bem research: in Lombardia i “forestieri” hanno speso 6,4 miliardi di euro contro 1,6 in Sicilia. Appena due milioni e mezzo di visitatori provenienti dall’estero, anonima metà classifica in Italia

Tags: Sicilia, Turismo



PALERMO - Immersi in una natura bucolica e selvaggia allo stesso tempo, con montagne verdi e mari incontaminati, con meraviglie della storia, dalla Magna Grecia ai Normanni, in ogni dove. Eppure il territorio siciliano non riesce a diventare interessante per gli stranieri, rispetto ad altre regioni d’Italia sicuramente meno ricche della nostra di storia e di cultura.

Nel 2015, secondo i dati raccolti della Bem research (Big data Economics web Marketing) nella ricerca sull’e-tourism, i turisti stranieri che sono giunti sui nostri lidi sono appena 2 milioni e mezzo. Numeri bassi, troppo bassi, che pongono la nostra Regione a metà in una ipotetica classica delle regioni italiane, in cui svetta la Lombardia, con un ragguardevole afflusso di circa 21 milioni di visitatori, solo in parte giustificati dall’Expo, che ha fatto da volano ma ha comunque permesso a tutta la regione di godere un maggiore afflusso di turisti e quindi di denaro. Allo stesso modo, la facilità nei collegamenti, treni puntuali e veloci, hanno permesso anche alle regioni limitrofe di godere dei riflessi del grandissimo evento tenutosi a Milano.
 
A seguire, quindi, troviamo tutte regioni del Centro-Nord, quali Veneto, Lazio, Friuli Venezia Giulia, che superano tutte i dieci milioni di visitatori d’Oltralpe ciascuna, a decrescere fino alla Campania, che sebbene di poco, supera i numeri siciliani con tre milioni di turisti all’attivo. Dati preoccupanti, perché mostrano come territori ben più lungimiranti del nostro hanno saputo negli anni, nei decenni forse, costruire intorno alle proprie peculiarità, piccole o grandi che siano, una rete di servizi efficiente e hanno saputo farla conoscere al mondo, mentre mettono in evidenza come la nostra regione non abbia saputo fino ad ora sfruttare tutte le sue potenzialità, sia per il turismo di relax, legato a spiagge e isole, principalmente per il periodo estivo, ma soprattutto per quanto riguarda il turismo culturale, sia strettamente vissuto come visite a monumenti, sia a più ampio raggio, con diramazioni enogastronomiche e naturalistiche, meno legato alla stagionalità, comunque aiutato da un clima mite e poco piovoso in tutti i mesi dell’anno.

Anche a voler guardare i dati dal punto di vista strettamente economico, i numeri sono comunque sconfortanti. Il Nord Italia vince a mani basse, con Lombardia, Lazio, Toscana e Veneto che segnano a loro favore una spesa da parte dei turisti stranieri di oltre 5 miliardi di euro a regione, mentre la Sicilia arriva ad appena un miliardo e mezzo di euro, insieme alla Campania e all’Emilia. Uno scarto netto, che si spiega soltanto con l’insufficienza e la disorganizzazione delle strutture siciliane, sia private che pubbliche, incapaci di rendersi appetibili all’estero, sia attraverso i canali tradizionali dei tour operator, sia sul web, dove ormai buona parte dei viaggiatori cercano informazioni, recensioni, contatti, immagini.

Poca attenzione alla presentazione del territorio, poco studio delle regole del web marketing, che segue sue logiche precise e peculiari. Un approccio alla rete che non può essere improvvisato, ma necessità di professionalità per essere efficace. D’altro canto, l’Isola presenta problemi la cui soluzione potrebbe portare a veri miglioramenti ma che richiedono investimenti enormi. La difficoltà negli spostamenti, le infrastrutture fatiscenti, l’assenza quasi totale di mezzi di trasporto urbano e interurbano che non siano autobus o treni dai percorsi infiniti sono il primo deterrente per un viaggiatore che vuole muoversi, ma farlo con agio.

Articolo pubblicato il 23 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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