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Palermo - Gestione dei parcheggi UniPa. Arriva la replica di Lagalla
di Gaspare Ingargiola

L’ex rettore ha risposto alle accuse mosse da Fabrizio Micari sull’istituzione della sosta a pagamento. Spiegate, in una lunga nota al Cda, le motivazioni alla base della scelta

Tags: Palermo, Unipa, Fabrizio Micari, Roberto Lagalla



PALERMO – Arriva la replica di Roberto Lagalla, predecessore di Fabrizio Micari quale rettore dell’Università di Palermo, sulla gestione dei parcheggi in viale delle Scienze e sulle dichiarazioni dell’attuale inquilino di Palazzo Steri, che ha giudicato come “un errore di valutazione” la scelta di istituire la sosta a pagamento all’interno della cittadella universitaria e di affidarla ai privati, senza “alcun vantaggio” per l’Ateneo. Una scelta che, a detta di Micari, “ha provocato e continua a provocare grave malessere all’interno della nostra Università”.

Anche Lagalla, in una lunga nota indirizzata al vecchio Cda e a quello in carica, oltre che ai Revisori dei conti, ricostruisce la vicenda partendo dal Consiglio di amministrazione che ad agosto 2009 affidò la sosta in viale delle Scienze all’associazione temporanea di imprese Uniparking. Se è vero che l’Ateneo non incassa nulla, secondo i dati riportati da Lagalla quella decisione permise di operare un risparmio notevole “in un momento di severa e documentata difficoltà finanziaria e gestionale dell’Ateneo alla quale seguì, com’è noto, una lunga e difficile stagione di razionalizzazione delle scelte e di contenimento dei costi”.

Con quella delibera il Cda intendeva “azzerare i costi, fino ad allora gravanti sul Bilancio universitario ed ammontanti a circa 400mila euro all’anno, relativi al mantenimento del servizio navetta e di rimozione autovetture all’interno del campus, a quel punto trasferiti a totale carico del concessionario; elevare – attraverso la prevista installazione, sempre a carico del concessionario, di multiple telecamere e connesso telecontrollo – le condizioni di sicurezza del campus universitario, allora sede di ripetute aggressioni a studenti, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali; assicurare, senza oneri per l’Ateneo, la gestione e la manutenzione della viabilità e della segnaletica orizzontale e verticale delle sedi stradali; attivare, a titolo gratuito per la comunità accademica, un’ulteriore navetta di collegamento esterno tra Parco d’Orleans e gli altri insediamenti universitari fuori dal campus; decongestionare il traffico e regolamentare la sosta all’interno di viale delle Scienze”, anche in considerazione di un richiamo subito all’epoca dalla Prefettura sulle condizioni di sicurezza nella cittadella; ancora, “inibire l’accesso e la sosta, presso il campus, di autoveicoli (perfino camper, roulotte e veicoli commerciali) appartenenti ai residenti della zona, eliminando inveterate e improprie abitudini; migliorare la vivibilità complessiva del Parco favorendo l’uso di mezzi pubblici, la mobilità sostenibile e il car sharing, poi avviato da Amat e Comune”. Tutte motivazioni che, secondo Lagalla, non possono essere “pubblicamente e sbrigativamente liquidate” come un errore di valutazione, come ha fatto Micari.

L’ex rettore giustifica i ritardi nell’attuazione del progetto elencando gli ostacoli e gli adempimenti necessari che lo hanno intralciato, dal ripristino della stazione Orleans, a lungo inibita per i lavori del passante ferroviario allo spostamento del capolinea degli autobus da via Brasa al piazzale antistante gli edifici 17, 18 e 19 di Parco d’Orleans, senza dimenticare l’intesa con Palazzo delle Aquile – per compensare la privatizzazione della sosta – sulla concessione di 500 stalli comunali, “a titolo gratuito e riservati all’Ateneo”, sottolinea Lagalla, presso il posteggio Orleans limitrofo al campus, per consentire lo scambio tra lo stesso posteggio e la navetta interna al Parco, “in tal modo superando la convenzione onerosa stipulata tra Università e Comune in anni antecedenti al 2009”. Un iter lungo e laborioso, terminato soltanto il 31 ottobre 2015 con la stipula della concessione sui 500 stalli gratuiti, “proprio in coincidenza con il passaggio delle funzioni rettorali”.

Su una cosa Lagalla è d’accordo con Micari, previa consultazione dell’Avvocatura dello Stato: “l’inibizione ad ogni ipotesi di prolungamento del contratto” con Uniparking (che ha provato a strappare, stando a quanto scrive Micari, una proroga oltre i nove anni già concordati, ipotesi rispedita al mittente dall’attuale amministrazione). All’ex rettore risulta inoltre del tutto “nuovo” oltre che “discutibile” il tentativo dell’Ati di massimizzare gli abbonamenti attraverso tariffe agevolate per incassare di più, un aspetto “mai sollevato in passato”, mentre sarebbe opportuno, piuttosto, “prevedere tariffe in funzione del reddito per tutelare le fasce economicamente più deboli”. Insomma, l’invito di Lagalla è di andare avanti, perché le criticità del progetto “erano già ben presenti nella consapevolezza della precedente Amministrazione” e bisogna puntare a migliorare “le condizioni di accettabilità e sostenibilità da parte dell’utenza”.

La battaglia sulla sosta all’Università, insomma, sembra appena iniziata e i comitati studenteschi potrebbero tornare a farsi sentire già a settembre, quando la prima sessione di esami dopo la pausa estiva richiamerà una gran massa di auto in viale delle Scienze e in via Ernesto Basile.

Articolo pubblicato il 24 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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