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Palermo - Comune, per le strade-colabrodo ben 571 richieste di risarcimento
di Luca Insalaco

Ogni anno centinaia di palermitani presentano il “conto” all’amministrazione per i danni subiti. Il difensore civico Antonio Tito: “Occorre stabilire il soggetto responsabile”

Tags: Palermo, Amia, Amg, Gaetano Lo Cicero, Antonio Tito, Carlo Lo Verde



PALERMO - Asfalto bollente in città, come le reazioni dei cittadini che incappano in marciapiedi malconci o strade dissestate. Ogni anno per questo motivo sono centinaia i palermitani che presentano il conto al Comune per ottenere il risarcimento dei danni subiti. Dall’ultimo bilancio di esercizio Amia, emergono complessivamente 571 richieste risarcitorie presentate nel 2008 in sede stragiudiziaria, per danni derivanti dalla manutenzione stradale, movimentazione nonché incendio dei cassonetti della spazzatura, oltreché per i danni causati nello svolgimento dell’attività lavorativa da parte dei dipendenti dell’azienda.

“Le strade di Palermo sono un colabrodo. In media - spiega Carlo Lo Verde, responsabile regionale del Movimento Consumatori - riceviamo 5-6 richieste la settimana da parte dei cittadini danneggiati, istanze che poi giriamo all’ufficio legale. Il valore medio delle richieste va dai 5 ai 20mila euro. Altro capitolo è quello dei cassonetti: basta farsi un giro per le scuole elementari e medie della città per constatare come davanti a tutti gli istituiti siano state piazzate file di contenitori”.

Al 31 dicembre 2008, invece, sono state 110 le determinazioni presidenziali di presa d’atto di decisioni dell’Autorità giudiziaria e, ai sensi dell’art.13 del contratto di servizio fra Amia e Comune, a porre in essere gli atti necessari per la costituzione in giudizio da parte dell’azienda dei rifiuti. Già, l’articolo 13. La sua interpretazione è al centro di contenzioso tra Palazzo della Aquile e la sua partecipata, tanto da far sorgere - secondo il Difensore civico, Antonio Tito - “un vero e proprio conflitto negativo di competenze”. 
 
Da qui l’esigenza di apportare le correzioni che permettano di stabilire con certezza il soggetto responsabile nei confronti del cittadino. Nonostante i ripetuti solleciti - scrive l’Ombudsman nell’ultima relazione depositata - “l’articolo non risulta modificato, né il Direttore Generale ha assunto determinazioni nei confronti del settore manutenzione che tale modifica avrebbe dovuto proporre”. Modifiche, peraltro, che per Tito dovranno necessariamente essere convenute tra le parti e passare dall’attivazione di un tavolo tecnico. Un’operazione che, sebbene comporti uno stiracchiamento dei tempi, non dovrebbe risultare difficile, visto che le persone del Direttore generale del Comune e di Presidente di Amia coincidono con l’ingegnere Gaetano Lo Cicero.
 

 
Amia. Carenza e usura delle macchine operative
 
PALERMO -  Il settore manutenzione strade di Amia consta di 180 unità: 1 dirigente, 3 quadri, 26 impiegati e 150 operai. Stando al contratto di servizio con il Comune, la quantità minima che l’ex municipalizzata avrebbe dovuto rendere per l’anno 2008 era di 550mila mq di strade. La superficie lavorata in realtà si è fermata alla metà: 266mila mq, contro i 478mila mq del 2007. Una drastica caduta di produzione - si spiega nel bilancio societario - dovuta al mancato approvvigionamento di materie prime e al progressivo deterioramento per usura della macchine operatrici utilizzate dal settore. Non sono migliori i risultati della manutenzione delle superfici pedonali, con 10.408 mq di strade realizzate, contro 20.000 mq annui di superfici previsti nel contratto sottoscritto nel 2001. Nello stesso periodo le squadre d’emergenza hanno complessivamente effettuato quasi 13mila interventi, con una media di 35,3 interventi nell’arco delle 24 ore.

Articolo pubblicato il 28 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Una squadra del settore Manutenzione al lavoro
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Una fila di cassonetti occupa la fermata Amat (li)
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