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Quotidiano di Sicilia
Palermo - Differenziata, rimonta il Sud ma Palermo resta fanalino di coda
di Gaspare Ingargiola

Pubblicati da Comieco i dati del 21° Rapporto raccolta, riciclo e recupero di carta e cartone. Il trend positivo che ha interessato il Mezzogiorno non ha coinvolto il capoluogo

Tags: Palermo, Rifiuti, Raccolta Differenziata



PALERMO - Se il Sud rimonta, Palermo arranca. Che l’avvio della seconda fase della raccolta differenziata porta a porta fosse fondamentale si sapeva, ma adesso lo certificano anche i dati del “21° Rapporto Raccolta, Riciclo e Recupero di carta e cartone nel 2015” del consorzio nazionale Comieco, che si occupa del recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica.

Secondo i dati del consorzio, la raccolta differenziata di carta e cartone in Italia è solida: nel 2015 registra oltre 3,1 milioni di tonnellate, +0,5% rispetto all’anno precedente, con una sostanziale stabilità della raccolta di carta e cartone al Nord e al Centro, mentre il Sud continua il suo trend di crescita. La media nazionale di raccolta pro capite è di 51,5 kg, in linea con il 2014. In particolare il Nord, con un pro capite annuo di 62 kg, cala dello 0,7% mentre il Centro, con i suoi 62,6 kg/abitante, mostra un leggero incremento (+0,2%). La parte del leone, anche nel 2015, la gioca dunque il Sud che con i suoi 31,5 kg pro capite registra un aumento del 4,3% (pari a 26mila tonnellate) rispetto all’anno precedente.

Oggi, l’area Sud rappresenta il 21% del totale della raccolta differenziata di carta e cartone in Italia; nel 1998, all’avvio del sistema consortile, si attestava sul 5%. Peccato che questo trend positivo per il Mezzogiorno non abbia coinvolto finora il capoluogo siciliano, ancorato a un desolante 6,3% di raccolta differenziata: su 337.257 tonnellate di rifiuti urbani prodotti nel 2015, 316.173 tonnellate finiscono nei cassonetti dell’indifferenziato e appena 21.084 tonnellate entrano nel circuito della differenziata (tramite le classiche campane, le isole ecologiche o il porta a porta).

Non solo, mentre la quantità complessiva di rifiuti urbani ha registrato un’impercettibile contrazione (-0,6%), la differenziata totale nel 2015 a Palermo è crollata addirittura del 22,8%. Dati sconfortanti, ma il problema riguarda tutta l’isola.

La Sicilia, seppur in significativa crescita (+8,6%), occupa ancora la posizione di coda in un’ipotetica classifica dei livelli di raccolta. Nel 2015 al Nord si registra un calo significativo in Veneto (-3,4%) e Piemonte (-3,3%) che le buone performance di Liguria (+6,3%), Emilia Romagna (+3,7%) e Valle d’Aosta (+3,8%) non riescono a compensare. Il Centro è sostanzialmente stabile: quello che perde la Toscana (-2,6%) lo recupera il Lazio (+2,7%) mentre è il Sud a registrare un risultato positivo (+4,1%). In questa macro area, tutte le regioni, con la sola eccezione del Molise (-6,4%), registrano progressi importanti, inclusa la Sicilia, come detto, che però resta ultima.
Per farsi un’idea di quanto l’isola abbia da recuperare dopo decenni di gestione fallimentare (con l’ennesima emergenza esplosa in queste settimane) basta un dato, ossia la forbice con l’Abruzzo (52,3 kg/abitante-anno), a fronte dei 16,5 kg/abitante-anno della Sicilia. Palermo non fa eccezione neppure se messa a confronto con le altre grandi città campione: Torino, Milano, Firenze, Roma, Napoli e Bari. I dati complessivi di produzione di rifiuto urbano mostrano una lieve contrazione (-0,9%) confermando una tendenza già in atto da alcuni anni. La dinamica interna invece è più marcata con le raccolte differenziate che si affermano (+6,8%) erodendo in modo significativo lo zoccolo duro del rifiuto tal quale (-5,2%). Sono quasi 100mila le tonnellate di materiali che hanno cambiato destinazione spostandosi dalla discarica al riciclo. Un risultato, pur con tassi diversi, confermato in sei città su sette. L'eccezione è costituita, appunto, dal capoluogo siciliano, “dove è il complesso delle raccolte differenziate a segnare il passo a causa di criticità sui servizi di raccolta”, sottolinea Comieco.

 Nel 2015 Milano ha differenziato 341.671 tonnellate (sul totale di rifiuti urbani di 668.157 tonnellate, il 51,1%), Torino 196.261 (su 440.025, il 44,6%), Firenze 114.567 (su 239.290, il 47,9%), Roma 700.320 (su 1.700.768, il 41,2%), Napoli 128.740 (su 503.848, il 25,6%), Bari 66.418 (su 188.893, il 35,2%), Palermo, appunto, appena 21.084 (su 337.257, il 6,3%). A fronte di un miglioramento lieve (-0,6%), negli altri capoluoghi le percentuali di diminuzione dell’indifferenziata sono nettamente migliori: a Milano è scesa del 5%, a Torino dell’1,3%, a Firenze del 3,7%, a Roma dell’8,2%, a Napoli del 2,8%, a Bari dell’8,4%. Palermo è l’unica metropoli campione in cui la differenziata è peggiorata (e di molto): in testa nuovamente Bari +23,7%, a Milano +6,1%, a Torino +1,8%, a Firenze +4,7%, a Roma +8%, a Napoli +11,1%. Va sottolineato che “Palermo Differenzia 2”, la seconda fase del porta a porta, a giugno ha iniziato la fase di start up con la distribuzione dei kit a 50mila famiglie a step di circa 20mila cittadini per volta (per un totale di 130mila abitanti che si sommano ai 130mila già coinvolti) nei quartieri Politeama, Massimo, Borgo Vecchio, Centro storico, Settecannoli e Brancaccio. Tutte le aree dovrebbero entrare a regime entro la fine di ottobre.

Articolo pubblicato il 26 agosto 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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