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Sicilia seconda regione per numero di incendi tra gennaio e luglio
di Rosario Battiato

Durante la stagione estiva Isola, Calabria, Puglia e Sardegna hanno registrato il 55% degli eventi totali. Corpo forestale: è di 1.906,5 ettari la superficie boscata percorsa dal fuoco

Tags: Sicilia, Incendio, Forestali



PALERMO – Il fuoco continua a restare di casa in Sicilia. Gli ultimi dati del Corpo forestale dello Stato hanno aggiornato la cartina degli incendi per il periodo compreso tra gennaio e luglio dell’anno in corso, registrando 2.155 incendi boschivi per 17.615 ettari percorsi dal fuoco tra superficie boscata (10.335 ettari) e non boscata (7.280 ettari). L’Isola è la seconda regione d’Italia per numero di incendi e terza per superficie percorsa dal fuoco.

Il quadro generale migliora. Secondo il Corpo forestale dello Stato, il numero dei roghi è diminuito del 25% rispetto allo scorso anno e del 13% rispetto ai dati del quinquennio, mentre il dato generale relativo alla superficie totale percorsa dal fuoco è diminuito del 20% rispetto al 2015 e del 32% rispetto al quinquennio. Nei mesi estivi la solita impennata stagionale con luglio che ha fatto registrare oltre mille eventi e circa 11mila ettari bruciati. “Tuttavia i valori sono al di sotto delle media – si legge nella nota del Corpo forestale – e inferiori rispetto a quanto verificatosi lo scorso anno con riferimento al medesimo periodo”.

La stagione estiva, come sempre, segna punti determinanti a favore dell’Isola. La Sicilia, assieme a Calabria, Sardegna e Puglia, ha fatto registrare il 55% degli eventi totali e il 75% delle superfici a livello nazionale. Nel periodo invernale, invece, la classifica dei roghi è appannaggio di Piemonte e Lombardia che hanno fatto registrare oltre cento eventi a testa e 1.700 ettari totali percorsi dalle fiamme.

Il quadro generale stilato dal Corpo forestale, relativamente ai primi sette mesi dell’anno, vede la Calabria in cima con 582 incendi, seguita dalla Sicilia con 292 e dalla Puglia con 222 per chiudere il podio. Più distanti le altre con Toscana (188), Campania (165), Lombardia (124), Lazio (123) e Piemonte (106). Inferiori al centinaio i dati delle altre Regioni con Umbria, Marche e Valle d’Aosta che si trovano al di sotto delle dieci unità.

Una classifica per numerosità dei roghi che grossomodo rispecchia anche quella delle superficie boscata percorsa dal fuoco. Il primo posto è sempre della Calabria (2.729,5 ettari), seguita dalla Sardegna (2.686,2) e dalla Sicilia (1.906,5). A seguire Piemonte (711,4), Puglia (658,3), Lazio (470,4), Campania (343,2), Lombardia (206,4), Liguria (196,2), Toscana (181,4) e Basilicata (135,2). Inferiori ai 50 ettari tutti gli altri con valori particolarmente contenuti per Umbria (1,8),  Marche (1,7) e Valle d’Aosta (0,2).

Per la Sicilia è una “tradizione” che si rinnova, visto che continua a detenere ormai da diversi anni i numeri più elevati. La Regione è comunque in fase di riorganizzazione. In questa direzione sembra andare la riforma del settore forestale (il ddl è stato approvato all’inizio di agosto in giunta) che dovrebbe vedere una razionalizzazione nella gestione dei lavoratori che si occupano di gestire le attività nei boschi, incluse quelle legate alla lotta per gli incendi. Il corpo forestale siciliano, invece, dipende dall’assessorato del territorio e dell’ambiente e non rientrerà nella riforma dei corpi di polizia varata dal governo.

In Italia nel 2016 le attività contro i crimini di incendio boschivo effettuate dai Comandi territorio del Corpo forestale dello Stato hanno portato all’arresto di 2 persone e alla denuncia a piede libero di altre 86. Tra il 2010 e il 2015 sono state segnalate all’autorità giudiziaria 5.865 persone per il reato di incendio boschivo. Tra queste 181 sono state trate in arresto in flagranza di reato o sottoposte a misure di custodia cautelare.

Articolo pubblicato il 01 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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