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Quotidiano di Sicilia

La Regione dice no ai Forestali nei Carabinieri
di Carlo Alberto Tregua

Continuano inefficienza e clientelismo

Tags: Regione Siciliana, Forestali, Carabinieri



L’assessore all’Ambiente, Maurizio Croce, ha comunicato pubblicamente che è impossibile trasferire il Corpo forestale della Regione ai Carabinieri per diversi motivi: primo, perché non è previsto dalla relativa legge nazionale (124/2015 e Schema di Dlgs del 28 luglio 2016), che ha escluso questa incorporazione nelle Regioni a Statuto speciale e nelle Province autonome; secondo, perché il Corpo forestale siciliano funziona bene.
Sul primo motivo vi è da dire che nulla impedirebbe, se vi fosse la volontà, la stipula di una convenzione fra Stato e Regione, ovvero una legge regionale, che prevedesse il recepimento di quella nazionale. Sul secondo motivo, osserviamo che un Corpo funzionante bene non potrebbe consentire l’attivazione di ben settecento roghi del famoso giovedì rosso (16 giugno). Sotteso a questo motivo, ve n’è sicuramente un altro e cioè cosa farne dei 23-24 mila forestali stagionali, frutto di mero clientelismo.

Non vi è dubbio che l’incorporazione del Corpo forestale nell’Arma dei Carabinieri ne aumenterebbe l’efficienza, perché la Benemerita funziona molto bene. Ciò si evince dai risultati nei rapporti annuali del comandante generale e dei comandanti provinciali, che non lasciano dubbi.
La mancata incorporazione dei Forestali siciliani nei Carabinieri non migliorerà il servizio, ma manterrà uno standard insufficiente, come quello attuale, che è appunto sottolineato dagli scadenti risultati.
Non si capisce perché la Regione, potendo togliersi un servizio così delicato che costa una cifra enorme, non lo faccia, sia per ridurre il proprio impegno finanziario e sia perché i siciliani avrebbero certamente vantaggi dalla gestione del Corpo forestale da parte dei Carabinieri. O, meglio, si capisce benissimo, tenuto conto che la Regione tiene di più alle spese clientelari che a quelle utili a produrre servizi in favore dei cittadini.
Insomma, meglio un comportamento egoistico basato sui favori che uno altruistico basato sull’interesse generale. Liberarsi di circa 1.200 persone, inclusi 58 dirigenti del Corpo forestale, dovrebbe essere un’occasione d’oro per la Regione e le sue asfittiche casse, senza fare venire meno un servizio e, anzi, migliorandolo nettamente sotto il comando dei Carabinieri.
 
La questione dei Forestali in divisa, incardinati come dipendenti e dirigenti, e quella dei forestali stagionali non rappresenta un caso isolato, bensì la scellerata linea di condotta che ha portato la Sicilia a perdere, con i presidenti Lombardo e Crocetta, ben dieci miliardi di Pil, oltre 11 punti, e a fare aumentare i disoccupati di centomila unità, nonchéraggiungere l’incredibile soglia di un terzo degli abitanti poveri.
Con le risorse finanziarie disponibili, la Regione non è più in condizione di gestire i propri servizi con metodi clientelari. Deve razionalizzarli, renderli efficienti e tagliare tutti i costi conseguenti.
Ma non basta. La Regione deve mettere in atto un crono-programma sugli investimenti, che preveda una spesa effettiva, ogni mese e ogni anno, di tutti i fondi Ue (quattro assi), dei fondi di Sviluppo e Coesione e del proprio co-finanziamento.
La Regione dovrebbe, inoltre, dare una direttiva ai sindaci per attivare i cantieri delle opere necessarie, facendole finanziare da Cassa depositi e prestiti, Banca europea degli investimenti e altri enti nazionali e sovranazionali che finanziano esclusivamente investimenti e mai la spesa corrente.

La logica del recepimento della legge nazionale citata in Sicilia è inoppugnabile. Perciò ci meravigliamo della posizione dell’assessore regionale e dell’intera Giunta al riguardo. Come in ogni famiglia, quando non si è più in condizione di sostenere spese, esse si eliminano. Si tratta di buon senso, quel buon senso che manca a presidente e assessori regionali, di cui avrebbero molto bisogno se, appena appena, avessero in mente che il loro dovere è quello di servire i siciliani e non di servirsene.
La Sicilia ha 4 mila chilometri di boschi che andrebbero tutelati militarmente, come potrebbero fare i Carabinieri e come dovrebbero fare i Forestali in divisa, una volta inseriti nell’Arma. Mentre il Corpo forestale, inserito nella disfunzione della Regione, non fa quello che dovrebbe, perché c’è sempre qualcuno che chiede il favore. Questa è un’occasione perduta, a meno che non vi sia un ripensamento da parte di presidente e Giunta regionale, che saluteremmo con estremo favore.

Articolo pubblicato il 01 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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