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Imprenditori scoraggiati, le leggi non funzionano
di Cettina Mannino

Autorizzazioni, certificati, concessioni, firme autenticate, bolli e protocolli. Un esempio positivo a Carini: Suap attivo sin dal 2004

Tags: Imprese, Suap, Giorgio Cappello, Confindustria



Secondo una denuncia emessa da un imprenditore della provincia di Palermo allo sportello Addioburocrazia dei Giovani imprenditori di Confindustria, sono circa settanta i passaggi da fare prima di aprire un’attività economica. Tra documenti, autorizzazioni, certificati, concessioni, firme autenticate, bolli, protocolli, nulla osta la procedura burocratica è interminabile.
“In Sicilia- racconta Giorgio Cappello, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Sicilia - un’impresa per ottenere un’autorizzazione integrata ambientale ha atteso cinque anni”. Storie che scoraggiano gli imprenditori. Soprattutto i giovani. Ma bisogna sapere che, invece, le leggi per incoraggiare gli imprenditori sono state fatte. Lo sportello Suap, almeno, dovrebbe essere uno dei provvedimenti più immediati. Fortunatamente ci sono esempi in Sicilia dove gli uffici che vengono istituiti funzionano a prescindere da creazioni di piattaforme multimediali, bandi e provvedimenti particolari.

A quanto pare a Carini, in provincia di Palermo, lo sportello Suap è stato messo in pratica nel 2004 con sforzi dei bilanci comunali. “Adesso - afferma Mario Cipriano, responsabile dello sportello Suap di Carini - stiamo pensando di associarci con alcuni comuni limitrofi”. In pratica un imprenditore vicino al comune di Carini presenta la pratica al proprio comune di appartenenza, associato alla rete Suap, e poi saranno gli uffici internamente a mandare avanti la pratica.
“Tutti gli imprenditori del nostro territorio- conclude Cipriano - presentano le istanze ai nostri sportelli e devo dire che facciamo di tutto perchè le pratiche vengano portate a termine abbastanza velocemente” .

Articolo pubblicato il 28 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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