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Fertility day, tutti contro la Lorenzin. Renzi: "Non sapevo nulla dell'iniziativa"
di Redazione

Il premier: “Per fare figli non servono campagne ma asili”

Tags: Beatrice Lorenzin, Fertility Day, Matteo Renzi



ROMA - Tutti contro la Lorenzin. Questo è il risultato della campagna Fertility Day, l’iniziativa lanciata, attraverso la pubblicazione del sito internet, dalla ministra della Salute per informare le donne sui problemi legati alla fertilità, che nel giro di poche ore ha scatenato una serie di critiche e polemiche senza fine. Un tiro a bersaglio che la Lorezin non si aspettava: “È una questione di salute pubblica, di crescita culturale. Abbiamo istituito un tavolo di lavoro con le società scientifiche che hanno impostato i temi principali. C’è grande richiesta di informazione. L’obiettivo è questo, non altro”.

“Mi sembra che questo sia un tema ancora tabù. Ma non torneremo ai tempi di Lupo Alberto in cui non si poteva parlare di preservativi. Il 22 facciamo il Fertility Day e parleremo di sesso sicuro, di malattie, e anche di come fare se non si riesce ad avere figli. Diciamo così: se le cose non funzionano, abbiamo ancora il tempo di cambiarle. Ma almeno, rispetto alle solite campagne ministeriali che nessuno ricorda, hanno avuto il merito di accendere l’attenzione sul tema”. Così, la ministra ha tagliato corto sulla bufera che l’ha colpita. Sulla scia delle critiche si è inserito però anche il Presidente del consiglio Matteo Renzi, pronto a prendere le distanze. “Se vuoi creare una società che scommette sul futuro e fa figli devi creare le condizioni strutturali: gli asili nido, la conciliazione col lavoro. Le persone fanno figli se possono finalmente avere un lavoro a tempo indeterminato, investire su un mutuo, avere l’asilo nido sotto casa. Questa è la vera campagna. Non conosco nessuno dei miei amici che fa un figlio perchè vede un cartellone pubblicitario.
 
Conosco quelli che mi dicono “Come faccio se non ho i nonni, se sono precario”, ha commentato il Premier. “Non sapevo niente di questa campagna, non l’ho neanche vista. Avevamo problemi più importanti da seguire”, taglia corto Renzi, ospite di Rtl 102.5. La questione demografica “esiste ma vanno create le condizioni perchè ciascuno possa scegliere come e quando fare figli. Abbiamo fatto anche interventi fiscali, ma servono le condizioni strutturali. Litigare su una campagna di comunicazione, non credo sia un tema”.

Intanto le polemiche tardano a placarsi. All’indomani della pioggia di insulti che hanno investito la ministra sul web, e alle dichiarazioni di numerosi esponenti politici, da Sel al M5S, tuonano anche i commenti di Calderoli, vice presidente del Senato e responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord: “è veramente singolare come un Governo che ha affamato le famiglie, portando cinque milioni di italiani in una condizione di povertà assoluta come certificato dall’Istat, decida di investire risorse in una campagna pubblicitaria sul Fertility day che dovrebbe spingere le donne a fare più figli. Forse Renzi e la Lorenzin sono davvero convinti che vada tutto bene, che i cittadini abbiano un sacco di soldi in tasca e che la crisi non esista. Dopo una tale figuraccia, buon senso vorrebbe che la Lorenzin si dimettesse, chiedendo pubblicamente scusa e rimborsando di tasca propria i costi di questa vergognosa campagna”.

Articolo pubblicato il 02 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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