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Ars, Forza Italia e Ncd sfidano il Governo
di Raffaella Pessina

Figuccia annuncia sciopero della fame davanti alla presidenza della Regione. Il capogruppo Fi lancia il laboratorio politico “on the road”

Tags: Ars, Vincenzo Figuccia



PALERMO - Ancora una volta il Governo regionale è sotto accusa. Il vice capogruppo di Forza Italia all’Ars, Vincenzo Figuccia, ha cominciato uno sciopero della fame, davanti alla presidenza della Regione siciliana.

E lo ha fatto in coincidenza con l’apertura di un laboratorio politico ‘on the road’ che avrà il proprio clou alle 18 di ogni giorno, in piazza Indipendenza nel capoluogo siciliano. “Ho deciso di cominciare lo sciopero della fame per porre l’accento sulla questione dei troppi diritti violati nella nostra terra – ha detto  Vincenzo Figuccia - per dare una scossa ad una politica intorpidita, che non sa dare voce e speranza alle persone più deboli. Parleremo di sviluppo e vocazione territoriale in funzione del 2017, anno europeo del turismo sostenibile, del futuro dei siciliani, di città pulite ed ecosostenibili, di sistema burocratico e agevolazioni alle imprese, di lavoro stabile e di riconoscimento dello status (troppi lavoratori precari e in nero), di tutela e salvaguardia dell’ambiente, di sicurezza e salute, di donne, della necessità di creare opportunità per i giovani, gli over 40 e i pensionati, di formazione e politiche attive del lavoro. Un modo per dire basta all’insensibilità e all’incapacità del governo Crocetta e per rilanciare idee, proposte e disegni di legge insieme ai cittadini che ci raggiungeranno”.
 
Insomma Forza Italia, partito di forte opposizione al Pd del presidente Crocetta, sceglie la strada più lontana dal Parlamento per sostenere le proprie battaglie, anche perchè Palazzo dei Normanni riaprirà solamente il prossimo 13 settembre. Ma anche il Nuovo Centrodestra, che invece aveva mostrato di avvicinarsi alla maggioranza ha lanciato uno strale per avvertire sulle strategie elettorali per le prossime regionali.
 
“Il Pd stia attento a non farsi fare enormi danni in Sicilia, perché puo’ poi incidere sulle elezioni successive. Noi vogliamo contribuire e il governo nazionale ha dato tante risorse alla Sicilia, però - ha detto il leader di Ncd Angelino Alfano - crediamo che con la nostra forza potremo proporre una candidatura di area moderata non necessariamente proveniente dal ceto politico, ma da quello professionale per il futuro della Sicilia. Noi abbiamo in Sicilia una linea politica del tutto autonoma, non siamo promessi sposi di nessuno. Stiamo realizzando un grande movimento liberale, moderato e popolare per raccogliere il consenso di tanti milioni di italiani che oggi dicono di non essere del Pd, ma anche di non riconoscersi al tempo stesso nella destra di Salvini”.
 
In attesa che riprendano i lavori all’Ars, è stata intanto pubblicata la legge approvata intorno alla metà di agosto sulla riforma della legge elettorale per i comuni. Sarà più facile sfiduciare un sindaco: il primo cittadino e la rispettiva giunta cesseranno dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dal sessanta per cento dei consiglieri assegnati o, nei comuni con popolazione fino a 15 mila abitanti, dai due terzi dei consiglieri assegnati.
 
Prevista la decadenza del sindaco in caso di dimissioni di almeno il 60% dei consiglieri comunali, per i comuni con meno di 15 mila abitanti servono invece i due terzi. Abolito il ballottaggio quando un candidato conquista almeno il 40% dei consensi al primo turno. L’addio ai ballottaggi unito al ritorno della norma che estende automaticamente anche al candidato sindaco il voto espresso per la lista punta a rafforzare i partiti rispetto ai candidati fuori dagli schieramenti.

Articolo pubblicato il 06 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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