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Trapani - Futuro del porto sotto esame
di Vincenza Grimaudo

Annunciata l’intenzione del Governo regionale di presentare una richiesta per tre anni di moratoria. La riorganizzazione voluta da Roma prevede l’accorpamento a Palermo

Tags: Trapani, Porto



TRAPANI - Tre anni di moratoria per il porto di Trapani. Questa la richiesta che la Regione Sicilia avanzerà al ministero dei Trasporti per congelare tutto in riferimento soprattutto al porto di Trapani, che va verso la perdita dell’autonomia. A garantire l’intervento del governo siciliano, richiesto negli ultimi giorni anche dai rappresentanti di Confindustria, è stato il deputato all’Ars Nino Oddo, esponente del Psi molto vicino alle posizioni del presidente Rosario Crocetta.

“Ho avuto modo di parlare con il presidente della Regione – ha dichiarato Oddo – che mi ha confermato l’intervento del Governo regionale. Il presidente Crocetta mi ha riferito che la richiesta di moratoria è stata non soltanto chiesta ma già concordata con il Governo nazionale e che lo stesso governo ha già deliberato di concederci 36 mesi, a fronte dei 18 mesi concessi alle altre regioni”.
Una risposta quindi anche alle polemiche accese da Forza Italia: prima del senatore Tonino D'Alì, che ha criticato duramente la scelta del Governo nazionale, poi dei rappresentanti forzisti nel Consiglio comunale del capoluogo, riusciti a far approvare una mozione all’aula che contestava il nuovo assetto dei porti ritenuto fortemente penalizzante per quello trapanese.

In ultimo, il coordinamento provinciale dei forzisti aveva accusato la politica regionale, e in particolare i deputati regionali della provincia trapanese, di non avere mosso un dito per chiedere la moratoria. Polemiche esplose a seguito della determinazione del Governo nazionale che recentemente ha dato il via libera definitivo sul cosiddetto decreto Delrio per la riorganizzazione dei porti italiani.

Quello di Trapani, in base a tale provvedimento, entrerà a far parte dell’Autorità di sistema che ha Palermo come “capofila” e che comprende anche i porti di Porto Empedocle e Termini Imerese. L’accorpamento, comunque, prevede che alle sedute del “Comitato di gestione” partecipino i rappresentanti dei porti che si trovano in comuni capoluogo di provincia, quindi sarà presente anche Trapani.
 
Questi rappresentanti saranno designati dal sindaco e avranno diritto di voto limitatamente alle materie di competenza del proprio porto. Di fatto, dunque, il rappresentante trapanese potrà intervenire solo per le questioni strettamente legate al territorio e non per le politiche di sviluppo, strategia e organizzazione dell’intera autorità di sistema. Per di più, non è obbligatorio che l’autorità di sistema apra uno sportello amministrativo decentrato a Trapani.

Articolo pubblicato il 06 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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