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Gestione rifiuti, situazione ancora in stallo
di Rosario Battiato

Entro il 31 agosto si sarebbe dovuto approvare l’aggiornamento del Piano regionale, ma finora nulla è cambiato. A rischio anche le procedure di evidenza pubblica per i termovalorizzatori, previste per fine ottobre

Tags: Rifiuti, Sicilia



PALERMO – Al dipartimento Rifiuti si lavora su due fronti. Parole dell’assessore Vania Contrafatto apparse in un servizio dei giorni scorsi sul quotidiano La Sicilia. Da una parte l’imminenza del nuovo piano rifiuti, che verosimilmente sarà presentato e approvato tra ottobre e novembre, e dall’altra un ulteriore avanzamento nell’individuazione dei siti (un numero compreso tra sei e otto) degli impianti di valorizzazione energetica del rifiuto per smaltire la quota di 700 mila tonnellate di rifiuti all’anno. Tutto in ritardo rispetto ai tempi definiti appena qualche mese fa con Roma.

Era stata l’ordinanza del 7 giugno del presidente della Regione, un documento sofferto e giunto in seguito a un serrato confronto col ministero dell’Ambiente, a dettare i tempi per uscire dall’emergenza e avviare quelle procedure che avrebbero dovuto permettere il rientro in una gestione in ordinario già dal novembre successivo, cioè tra circa tre mesi.

Tra i punti contenuti, precisamente al comma 2 dell’articolo 2, si prevedeva l’aggiornamento del Piano regionale rifiuti da approvare entro il mese di agosto. Un termine di scadenza, ormai saltato, che si collegava a doppio filo con la questione dei termovalorizzatori, visto che le procedure di evidenza pubblica erano state fissate per il 30 ottobre, prendendo come punto di riferimento proprio l’approvazione del piano da realizzare entro la fine del mese scorso. Dall’articolo 14 dell’ordinanza riportiamo il dettaglio del programma: entro “60 giorni dall’aggiornamento del piano di gestione dei rifiuti” si dovrà provvedere “alla predisposizione di apposita procedura di evidenza pubblica per la realizzazione di termovalorizzatori con le migliori pratiche disponibili in materia di tutela ambientale e della salute umana entro un fabbisogno stimato in circa 700.000 tonn./anno da localizzare esclusivamente in aree in esercizio a discariche pubbliche ovvero in aree pubbliche dismesse di discariche non in esercizio ovvero in aree industriali, anche in prossimità delle stesse”.
 
Stando alle ultime indiscrezioni, le aree dovrebbero essere sei o otto, ma ci vorrà ancora del tempo.
Non essendosi ancora verificata la prima condizione, cioè il piano, appare difficile che si possa concretizzare la seconda nei termini stabiliti. Eppure agli inizi dello scorso mese Crocetta aveva annunciato che dopo ferragosto avrebbero “pubblicato le gare internazionali” perché il dipartimento stava lavorando alla stesura di bandi per dotare la Sicilia di termovalorizzatori di piccole dimensioni e a basse emissioni.

A riprendere la Regione in relazione all’ennesimo ritardo è stata la Cisl Sicilia che due giorni fa ha diffuso una lunga nota sul proprio sito ufficiale. “L’esponente del governo (l’assessore Contrafatto, ndr) – ha spiegato Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia – fa sapere che l’esecutivo conta di approvare il piano regionale che avrebbe dovuto essere presentato a Roma entro il 31 agosto, tra ottobre e novembre. Ma il ‘contiamo di approvarlo’ non è neppure un impegno”. A quattro anni di distanza dall’insediamento, fa notare il sindacalista, il governo sta ancora “provvedendo a individuare sei o otto siti” in cui edificare gli inceneritori.

Sul futuro incombono altri interrogativi. A partire dalla raccolta differenziata, visto che la quota da valorizzare energeticamente rappresenterà soltanto la chiusura del ciclo che per essere virtuoso dovrà avere una differenziata tendente al 65%, e che, al momento, nell’Isola sembra soltanto un sogno di fine estate.

Articolo pubblicato il 07 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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