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Quotidiano di Sicilia

Solare, vantaggi e svantaggi dei sistemi compatti e componibili
di Bartolomeo Buscema

Nonostante la flessione del mercato del fotovoltaico, si crede in una risalita grazie agli inverter. Con questi viene massimizzato l’autoconsumo dell’energia elettrica prodotta

Tags: Fotovoltaico, Energia, Rinnovabili



Dopo una flessione del mercato degli impianti fotovoltaici, all’orizzonte s’intravede una sensibile espansione, grazie ai sistemi di accumulo che massimizzano l’autoconsumo dell’energia elettrica prodotta. Il mercato offre, oggi, varie tipologie di accumulo che spaziano da sistemi compatti con inverter e batteria integrata all’assemblaggio in cantiere a inverter con una batteria. In quest’ultimo caso l’installazione deve essere necessariamente eseguita da un tecnico qualificato.

Cerchiamo ora di capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi dei sistemi compatti e di quelli componibili, guardando anche ai costi relativi. Diciamo, innanzitutto, che è possibile installare un sistema di accumulo sia su un impianto esistente sia su uno di nuova realizzazione; in entrambi i casi, il 50% del costo d’installazione è fiscalmente detraibile.

Contrapponendo i sistemi compatti con quelli componibili, possiamo fare le seguenti considerazioni: i primi, a parità di energia accumulata, richiedono un ingombro minimo perché l’inverter, la batteria e l’interfaccia con la rete pubblica sono sistemati all’interno di un unico contenitore; si capisce bene che tale configurazione comporta tempi brevi d’installazione rispetto alla seconda tipologia in cui è necessario mettere insieme i vari componenti che, è bene ricordarlo, devono essere tra di loro tecnicamente compatibili.

Adesso facciamo invece un confronto economico tra le due soluzioni prendendo come riferimento un impianto fotovoltaico di nuova installazione da 3 kW di picco con batterie di accumulo che hanno una capacità di accumulo di 6 kWh. Se scegliamo la tipologia compatta, il prezzo medio finale dell’impianto con accumulo “chiavi in mano” (compresi i costi di allacciamento alla rete pubblica e la gestione delle pratiche amministrative) è di circa 19 mila euro. Se, invece, scegliamo l’altra soluzione (quella con pezzi componibili), sempre a parità di potenza fotovoltaica installata e di capacità di accumulo, la spesa “chiavi in mano” è di circa 14 mila euro.

Bisogna però dire che quest’ultima configurazione presuppone, da parte dell’installatore, un grado di competenza tecnica più elevata per configurare l’impianto in modo più preciso, secondo i profili specifici di carico del cliente. Per quanto concerne, invece, l’installazione di un accumulo di energia elettrica su un impianto preesistente, bisognerà solo installare una  nuova batteria e il dispositivo d’interfaccia con la rete elettrica pubblica. In questo caso, il prezzo medio finale si aggira intorno agli 8 mila euro “chiavi in mano”, compresa la pratica di aggiornamento dell’impianto da inoltrare al gestore dei servizi elettrici.

Articolo pubblicato il 07 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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