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Messina - Città Metropolitana: risanamento delle aree con maggiore degrado
di Lina Bruno

Il Consiglio dei Ministri ha messo a disposizione del territorio messinese 40 milioni di euro. Tra le proposte è inclusa la richiesta di 200 mila euro per il Piano strategico

Tags: Messina



MESSINA - Un’opportunità per riqualificare le aree più degradate che la Città Metropolitana vuole cogliere con 97 proposte progettuali per un ammontare di 91 milioni 590mila euro ai quali si aggiungono gli oltre sei milioni di co-finanziamenti pubblico-privati.
 
Sono 56 i Comuni che hanno risposto al Bando per le periferie urbane contenuto nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 25 maggio che mette a disposizione per il territorio messinese 40 milioni di euro che possono arrivare a 58 se c’è un’eccedenza sulle risorse assegnate alle altre Città Metropolitane.

La Direzione atti territoriali dell’ex Provincia con responsabile Armando Cappadonia si è occupata delle procedure amministrative verificando, prima di trasmettere tutto a Roma entro il 29 agosto, la coerenza degli elaborati inviati dai Comuni con gli strumenti di pianificazione e di programmazione  regionale e comunitaria e l’integrazione con le politiche settoriali assunte dagli altri Enti pubblici competenti. Nelle 97 proposte, come ricorda il funzionario che ha seguito la procedura, Roberto Siracusano, è anche inclusa la richiesta di 200 mila euro per  redigere il Piano Strategico della Città Metropolitana, a cui il Bando riserva il 5% del finanziamento.
Gli Enti locali che sono riusciti a mettere insieme le proposte sono quindi il 50% dei complessivi 108 Comuni di cui è composta la provincia messinese.

Da una parte ha influito il breve lasso di tempo avuto a disposizione, coinciso con le ferie estive, dall’altra la mancanza di un parco progetti pronto di cui ogni comune dovrebbe dotarsi per intercettare le linee di finanziamento messe a disposizione a diversi livelli soprattutto in ambito comunitario.

I Comuni che infatti hanno aderito al Bando nazionale nella maggior parte dei casi hanno utilizzato elaborati già predisposti ma rimasti senza le risorse necessarie. La presenza dei privati nelle proposte riguarda Gualtieri, Fiumedinisi, Pace del Mela, Letojanni, San Fratello, Francavilla ed è limitata a dieci soggetti, per buona parte Associazioni sportive o del settore sociale, nessuna grande Onlus o gruppo imprenditoriale.

Comuni come Forza d’Agrò, Mandanici, Gualtieri, Santa Teresa Riva hanno inoltre partecipato in co-finanziamento con risorse previste nei propri bilanci e questo difficilmente però potrà essere considerato elemento premiale nella valutazione delle proposte. Nell’assegnazione dei punteggi per formare la graduatoria infatti si terrà conto tra l’altro della capacità dei progetti di attivare sinergie tra finanziamenti pubblici e privati, laddove il contributo finanziario di questi ultimi sia pari almeno al 25% dell’importo complessivo necessario (fino a 25 punti).

Non ha presentato alcuna proposta  Milazzo e questo stranisce trattandosi di un Comune con oltre 30mila abitanti che si trova in un’area con irrisolte problematiche ambientali.

E in realtà nei progetti, singoli o integrati, ha avuto poco spazio la riqualificazione e la sicurezza dei territori della Vale del Mela dove si continua a parlare della necessità di bonifiche e monitoraggi sull’inquinamento ma mancano sempre le risorse da attivare. Nelle proposte ci sono molti interventi sull’impiantistica sportiva e da Barcellona a Pace del Mela si chiedono risorse per la manutenzione e gestione di piscine, campi da calcio e spazi per l’atletica.

La città del Longano ha fatto ovviamente la richiesta più alta con 14 progetti per un ammontare di quasi 15 milioni di euro. La maggioranza degli interventi richiesti, 85 su 97, rientrano nel miglioramento della qualità del decoro urbano e la manutenzione e nel riuso e rifunzionalizzazione di aree pubbliche e di strutture edilizie esistenti per finalità di interesse pubblico. 
 
I restanti progetti riguardano l’accrescimento della sicurezza territoriale e la capacità di resilienza urbana e la mobilità sostenibile e l’adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali e culturali.

Articolo pubblicato il 08 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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