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Quotidiano di Sicilia

Strategie per l'innovazione delle Pmi
di Rosario Battiato

La Regione, nell’ambito della programmazione Po Fesr, ha previsto finanziamenti alle imprese per l’acquisto di servizi qualificati. Il dipartimento Attività produttive sta lavorando alla stesura di un apposito catalogo di competenze

Tags: Pmi, Imprese, Innovazione



PALERMO – La programmazione del Po Fesr 2014-2020 impone le prime scadenze. In vista dei target finanziari da raggiungere entro il 2018, così come approvato dalla Giunta ad agosto, il dipartimento Attività produttive sta lavorando alla stesura di catalogo di “competenze al servizio dell’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale” delle piccole e medie imprese siciliane. L’avviso pubblico per la raccolta delle manifestazioni di interesse si può consultare sul sito del dipartimento.

La Regione siciliana, nell’ambito della nuova programmazione europea, ha previsto un sostegno finanziario “agli acquisti di servizi qualificati – riportiamo dall’avviso – da parte delle pmi residenti nel proprio territorio”. Proprio in questa direzione procede la necessità di realizzare un catalogo che conterrà “fornitori qualificati di servizi, ovunque residenti sul territorio regionale, nazionale ed europeo, senza distinzioni di natura giuridica, ma unicamente sulla base del curriculum e delle documentate esperienze professionali”.

In seguito alla raccolta delle autocandidature, i fornitori di servizi che avranno superato la fase istruttoria “saranno inseriti in apposito catalogo, accessibile e consultabile dalle piccole e medie imprese siciliane”. La presentazione dell’autocandidatura dovrà avvenire secondo tre principali direttrici: tipologia di servizi offerti, livello di esperienza e competenza dei proponenti da basarsi sull’anzianità e sul curriculum e costo giornaliero delle proprie prestazioni. Il catalogo in questione sarà messo a disposizione delle imprese siciliane tramite strumenti online.

La gamma dei soggetti che possono partecipare è molto ampia: dai singoli professionisti agli studi professionali, dalle società ai laboratori e centri servizi fino alle università e alle istituzioni scolastiche passando per altri soggetti pubblici e privati con l’esclusione delle persone fisiche e delle realtà associative senza scopi di lucro. I requisiti per accedere al catalogo richiedono alle imprese di aver svolto, nei tre anni solari precedenti, almeno tre incarichi di consulenza o di servizio per conto di committenti pubblici o privati e per ciascuna delle tipologie di servizio di presentazione della candidatura. Per ciascuna tipologia di servizio, i candidati “dovranno indicare – riportiamo dall’avviso – il proprio livello di esperienza e competenza, scelto fra una serie di opzioni preordinate, e il costo giornaliero netto delle proprie prestazioni, al variare della seniority del personale in esse coinvolto”.

Le manifestazioni di interesse vanno indirizzate al dipartimento Attività produttive della Regione siciliana tramite posta cartacea o via pec (dipartimento.attivita.produttive@certmail.regione.sicilia.it). L’avviso resta aperto salvo provvedimenti di revoca o sospensione da parte della Regione. Il procedimento istruttorio si svolge all’interno del dipartimento Attività produttive.

Come funziona il catalogo? La risposta è contenuta nell’avviso: “L’inserimento nel catalogo fornitori è propedeutico e funzionale all’attivazione, da parte della Regione, di un regime di aiuto a favore delle pmi siciliane basato sul meccanismo dei voucher per l’acquisto di servizi qualificati”. Chiaramente una delle condizioni necessarie per l’ottenimento dei voucher sarà la scelta, da parte delle pmi richiedenti, di “un fornitore inserito nel catalogo regionale per quella particolare tipologia di servizio”.

Diversi i servizi di supporto menzionati che rileviamo per ambito: primo sostegno all’innovazione, innovazione di prodotto e/o di processo, innovazione commerciale, innovazione organizzativa, innovazione ambientale e sociale. Consentiti inoltre anche servizi qualificati di supporto all’internazionalizzazione.

Articolo pubblicato il 09 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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