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I sindacati perdono consensi: in Sicilia dal 2013 -35.430 iscritti
di Roberto Pelos

Nella nostra terra si è registrata una drastica diminuzione di iscritti soprattutto presso la Cisl dove le adesioni hanno fatto registrare un decremento del 6,6%

Tags: Regione Siciliana, Sindacati, Cgil, Cisl, Uil



PALERMO - I sindacati perdono consensi al Meridione d’Italia, secondo quanto emerge dall’indagine dal titolo: “L’indice di appeal sindacale nelle regioni italiane” riguardante il triennio 2013-2015, effettuata dall’Istituto “Demoskopika”, che ha tracciato una classifica delle regioni in base all’attrattività delle organizzazioni di lavoratori sul territorio.

L’istituto di ricerca ha utilizzato come indicatori, gli iscritti ai sindacati Cgil, Cisl e Uil e le persone di 14 anni e più che hanno dichiarato di avere svolto attività gratuita per un sindacato. Sono la Calabria, la Sicilia e la Campania, le regioni in cui si registra il maggior decremento nel numero degli iscritti. La “Trinacria” si trova al penultimo posto per quel che attiene all’indice di appeal dei sindacati, ideato da “Demoskopika”, con un punteggio di 76,8, peggio della Calabria dove il punteggio si attesta a 82,3; fanalino di coda, come già accennato, la Campania (67,3). Ad un livello medio si trovano, ad esempio, realtà come il Piemonte (col punteggio di 94,6), la Lombardia (95,7), il Lazio (116,8) e per il Sud, la Basilicata (90,8).

Ai primi posti, ovvero là dove le organizzazioni sindacali conservano maggiori consensi, si piazzano l’Emilia-Romagna (178,2), la Liguria (155,1), il Veneto (150,6). In Italia poco meno di 300 persone hanno scelto di non iscriversi ai sindacati negli ultimi tre anni: nel 2013 i tesserati erano 11,8 milioni, nel 2014 sono stati 11,7 milioni, mentre nel 2015 il numero complessivo è sceso a 11,5 milioni.
Nell’arco temporale preso in considerazione, in Campania si sono registrati 38 mila iscritti in meno, mentre in Sicilia la riduzione è stata pari a 35.430 iscrizioni, in Puglia sono stati registrati 18.442 iscritti in meno, in Calabria, 12.306 iscritti in meno.

Perdite si registrano in Abruzzo (-10,7 mila iscritti), Basilicata (-9,4 mila iscritti), Sardegna (-6,7 mila iscritti), Molise (-1,9 mila iscritti).
Il trend negativo, comunque, negli ultimi tre anni, ha riguardato anche regioni come la Lombardia con oltre 40 mila iscritti in meno, il Lazio con -28,5 mila iscritti, il Piemonte con -27,6 mila iscritti. Nella nostra terra, insieme al Piemonte, si è registrata una drastica diminuzione di iscritti soprattutto presso la Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (Cisl).

In Sicilia le perdite hanno fatto registrare le cifre più rilevanti; infatti, il numero di aderenti si è ridotto di 22,6 mila persone (-6,6%), mentre in Piemonte è stata registrata una contrazione di 16,5 mila iscritti pari al 5,9%.

Situazione opposta in Friuli Venezia Giulia e in Liguria, dove le perdite rilevate si limitano a 76 tesserati (-0,1%) e 241 tesserati (-0,2%). Solo 632 mila italiani, sopra i 13 anni, pari all’1,2% della popolazione di riferimento, ha dichiarato di avere svolto attività sociale gratuita per un sindacato negli ultimi dodici mesi; per le associazioni di volontariato, la partecipazione gratuita ad attività sociali sale al 10,6%.

Come leggiamo nella nota stampa del dossier di “Demoskopika”, “In altri termini – si evince elaborando i dati Istat – nel 2015, circa 632 mila persone hanno scelto un impegno gratuito attivo nel pianeta delle organizzazioni sindacali. Un “interesse” utilizzato dallo studio di Demoskopika per rilevare l’appeal sindacale nelle varie realtà regionali. Nord a partecipazione più dinamica con 285 mila persone pari al 45,1% sul dato complessivo. Seguono il Mezzogiorno e il Centro rispettivamente con 207 mila persone e con 140 mila persone”.

Articolo pubblicato il 10 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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