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Catania - Gettonopoli, fissata udienza per 55 indagati tra consiglieri e segretari
di Desirée Miranda

La Procura ha avviato accertamenti dopo una prima fase in cui aveva richiesto l’archiviazione. Proposta dal M5S una modifica dello statuto comunale delle commissioni

Tags: Catania, Gettonopoli



CATANIA - Respinta la richiesta di archiviazione, l’udienza camerale è stata fissata per il prossimo 7 ottobre. Stiamo parlando del cosiddetto caso gettonopoli al consiglio comunale di Catania scoppiato nel 2015 quando il Movimento Cinque stelle ha presentato un dossier sul lavoro del Consiglio e soprattutto delle commissioni consiliari tra il 2014 e il 2015. Sotto accusa la poca trasparenza perché, oltre il costo sostenuto da Catania per le 12 commissioni pari a poco più di un milione di euro per un totale di 13.431 gettoni di presenza di 75 euro cadauno, ci sono problemi di presenze pagate di soli cinque minuti, ma anche casi di dono dell’ubiquità.

“L’impressione che si ha – commenta la deputata Gianina Ciancio – è che questi organi siano un vero e proprio porto di mare.
Presenze di cinque minuti, commissioni molto brevi o che si concludono con un nulla di fatto, ordini del giorno che si ripetono svariate volte e, soprattutto, il mancato riscontro al pubblico di ciò che la commissione produce. È chiaro che il problema non è legato solo a Catania ma è generalizzato ed evidenzia prassi diffuse in tutta la Sicilia, non proprio volte all’efficienza della macchina amministrativa”.

Mentre il Movimento Cinque Stelle avanza una una proposta di modifica allo statuto comunale sul funzionamento delle commissioni, che preveda una durata minima delle stesse, la possibilità di accorparne alcune, la corresponsione del gettone legata all’effettiva presenza per almeno il 75% della durata della commissione, non maturare più gettoni al giorno e altre, la presidente del consiglio comunale Francesca Raciti parla di “ipotesi percentualmente poco significative rispetto al totale delle presenze dei consiglieri comunali nelle Commissioni”, la Procura ha avviato accertamenti. Nei mesi scorsi, però, la stessa Procura ha avanzato richiesta di archiviazione perché non avrebbe riscontrato un compendio probatorio sufficiente a sostenere i reati di falso in atto pubblico, truffa e peculato contestati agli indagati, ma il giudice per le indagini preliminari, nonché presidente dei Gip Nunzio Sarpietro, ha rigettato la richiesta e fissato l’udienza.

Ben 55 gli indagati tra consiglieri comunali (36) e segretari (20) che hanno fino al 3 ottobre per presentare la propria memoria difensiva in cancelleria.
Ecco i nomi: Sebastiano Anastasi, Ludovico Balsamo (presidente VI commissione), Andrea Barresi, Santi Bosco, Giuseppe Catalano, Carmelo Coppolino, Michele Failla (presidente II commissione), Rosario Gelsomino (presidente IV commissione), Salvatore Giuffrida (presidente VII commissione), Agatino Lanzafame, Agatino Lombardo (presidente X commissione), Antonino Manara, Erika Marco (presidente VIII commissione), Giovanni Marletta, Ausilia Mastrandrea, Alessandro Messina, Maurizio Mirenda, Giuseppe Musumeci, Carmelo Nicotra, Niccolò Notarbartolo (presidente V commissione), Vincenzo Parisi (presidente I commissione), Riccardo Pellegrino, Alessandro Porto, Elena Ragusa (presidente XII commissione), Francesco Saglimbene, Ersilia Saverino, Carmelo Sgroi, Carmelo Sofia (presidente III commissione), Salvatore Spadaro, Massimo Tempio, Salvatore Tomarchio (presidente IX commissione), Francesco Trichini, Agatino Tringale, Elisabetta Vanin, Antonino Vullo, Lanfranco Zappalà (presidente XI commissione).

Articolo pubblicato il 14 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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