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Alzheimer, check-up mentale da 55 anni
di Redazione

Al via settimana di prevenzione. Iannoccari: “Primi segnali anche a 50 anni”. Possibile prenotare un controllo gratis tra il 19 e il 24 settembre

Tags: Alzheimer



ROMA - “Tutti perdiamo colpi soprattutto se siamo stanchi o stressati. Una dimenticanza o una distrazione possono succedere. E dobbiamo farci una risata sopra o magari capire che è arrivato il momento di staccare un po’ la spina. Al contrario ci dobbiamo preoccupare quando questo avviene con una certa frequenza. Se una volta mentre guidiamo scopriamo di non sapere dove stiamo andando, ci sentiamo persi o smarriti (diverso da aver semplicemente sbagliato strada) possiamo anche far finta di nulla, ma la seconda no. Non sono i singoli segnali ma la frequenza con la quale si manifestano. E non c’è un’età a rischio. Noi crediamo che la demenza o l’Alzheimer siano malattie ‘da vecchi’ solo perché il picco massimo dei sintomi si ha tra gli 80 e i 90 anni. In realtà i primi segnali possono affacciarsi anche a 50 anni. Basti pensare che quando arrivano dopo i 60 anni si parla di ‘esordio tardivo’”. Lo spiega Giuseppe Alfredo Iannoccari, presidente di Assomensana alla vigilia della 9ª Edizione nazionale della “Settimana di prevenzione dell’invecchiamento mentale”, che si svolgerà in tutta Italia dal 19 al 24 settembre 2016 (con l’alto patrocinio del Ministero della Salute).

Oggi, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, circa 35,6 milioni di persone nel mondo soffrono di demenza. Di queste, il 60-70% (tra i 21 e i 25 milioni) è affetto da Alzheimer. Anche in Italia la patologia ha dimensioni rilevanti: secondo l’Istat circa 1 milione di italiani sono colpiti da questa malattia. Ma ci sono anche altri numeri che fanno davvero impressione: quelli della mortalità.

La demenza e malattia di Alzheimer è al 6° posto tra le cause di morte più frequenti in Italia. Nel 2012 (ultimo dato Istat disponibile) sono state responsabili del 4,3% del totale dei decessi, in deciso aumento rispetto a soli 5 anni prima (2,8%).

“Un check-up mentale è indicato a partire dai 55 anni - spiega il presidente di Assomensana Iannoccari - e ci tengo a dire che non si tratta di andare a cercare una malattia degenerativa, non si avrà una diagnosi. Si tratta di misurare scientificamente in quale ambiti si è più forti e in quali più deboli. Un modo per combattere il decadimento mentale con nuove capacità cognitive”.

Sul sito dell’associazione (www.assomensana.it) sono disponibili gli elenchi, suddivisi per ragioni, degli specialisti con cui fissare un appuntamento. In Sicilia, attualmente, è possibile prenotare una visita a Brolo, Comiso, Floridia, Isnello, Messina, Milazzo, Palermo, Partinico, Paternò,  Ragusa, S.Agata Militello, Santa Margherita di Belice, Serradifalco, Sortino e Tremestieir etneo. Gli specialisti effettuano il controllo a titolo gratuito per chiunque ne faccia richiesta all'interno della settimana tra il 19 e il 24 settembre.

“Lo specialista - continua Iannoccari -  effettuerà gratuitamente il check-up attraverso degli esercizi cognitivi che valutano il livello di efficienza delle 10 principali funzioni cognitive e, alla fine grazie ad computer, potrà elaborare un grafico e spiegare all’utente qual è la situazione e dove lavorare per migliorare, rafforzare, sostenere. Dura circa un’ora e alla fine si avranno anche molti consigli pratici”.
“Il potenziamento cognitivo e muscolare sono sempre a portata e si completano. Basta crederci e provare - ricorda l'esperto - Fare jogging regolarmente per 30-45 minuti stimola del 10% circa la neurogenesi nell’ippocampo: grazie all’attività fisica, questo nucleo del cervello, centrale per la memoria, si arricchisce di cellule nuove di zecca. Ogni sport stimola competenze cognitive diverse”.

“Sul fronte alimentare, strettamente correlato al controllo del peso, la ricerca conferma: il cervello si mantiene in salute mangiando mediterraneo e, tutte le volte che si può, insieme ad altri - conclude il presidente di Assomensana - la convivialità del consumo dei pasti è parte integrante della Dieta Mediterranea: agisce sul tono dell’umore, fa sì che si consumi il pasto mediterraneo con i tempi corretti per buona digestione e miglior senso di sazietà. Con la prima colazione corretta, consumata secondo le linee-guida si rifornisce il cervello di energia. Il messaggio sia: gli zuccheri vanno riservati al mattino”.

Articolo pubblicato il 14 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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