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PagoPa Sicilia, su 1500 aderenti attivate solo in 20
di Andrea Carlino

Le Pubbliche amministrazioni (centrali e locali), sono chiamate già dal 1° giugno 2013 a consentire agli utenti (cittadini, imprese e professionisti) di eseguire con mezzi elettronici il pagamento di quanto a qualsiasi titolo dovuto ad esse.

Tags: Pagopa, Pubblica Amministrazione



CATANIA - In forza della nuova riformulazione dell’articolo 5 del Codice dell’Amministrazione Digitale di cui al D.Lgs. n. 82/2005, le pubbliche amministrazioni (centrali e locali), sono chiamate già dal 1° giugno 2013 a consentire agli utenti (cittadini, imprese e professionisti) di eseguire con mezzi elettronici il pagamento di quanto a qualsiasi titolo dovuto alla pubblica amministrazione.
Il sistema pagoPA comporta per le Pa una serie di benefici.
 
Infatti, il sistema non necessità di alcuna contrattualizzazione con le banche o altri prestatori da parte delle singole Pa che non devono corrispondere alcun onere per l’attività di riscossione, essendo i servizi di pagamento erogati direttamente nei confronti degli utenti, in regime di massima trasparenza e concorrenzialità dalle banche e dagli altri soggetti abilitati dalla Banca d’Italia.

Il sistema pagoPA, grazie a una completa standardizzazione dei flussi di pagamento e a una gestione automatizzata degli stessi, consente alle Pa di eseguire una riconciliazione automatica ed analitica degli incassi, con ogni evidente risparmio e snellimento delle procedure amministrative. Tra le azioni strategiche che l’AgID sta conducendo insieme ai partecipanti della “community” pagoPA si annovera l’iniziativa volta a promuovere il “riuso” delle piattaforme regionali di pagamento già esistenti. Pertanto sono stati attivati i gruppi di lavoro con le Regioni che, avendo già realizzato le piattaforme di pagamento a favore del proprio territorio, si sono rese disponibili a fare da punto di riferimento per la manutenzione e l’evoluzione delle varie piattaforme.

Il Rapporto aggiornato al 30 giugno 2016 evidenzia che ha aderito al sistema di pagamenti elettronici per la Pa il 60,87% degli Enti censiti sull’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (1500 in Sicilia gli aderenti, ma solo 20 attivi), con tassi di adesione rilevanti per quanto riguarda Istituti Scolastici e Università (91,95%), Camere di Commercio (100,00%), Comuni e loro Associazioni (55,52%).
Hanno completato le procedure di adesione anche tutte le Regioni e le Province Autonome, 11 Ministeri e importanti Enti della PA Centrale come Inail, Inps, Aci, Consip e Equitalia.

Gli Enti attivi - cioè quelli che consentono il pagamento dei loro servizi tramite pagoPA - sono 2.017: 1.090 Comuni, 10 Regioni e Province autonome (Toscana, Emilia Romagna, Marche, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lazio, PVA Trento, PVA Bolzano) 5 Ministeri (Miur, Mise, Giustizia, Salute, Difesa), tutte le Camere di Commercio, tutti e 735 gli Istituti di Istruzione del Lazio, 53 altri Enti, fra cui Inail, Inps e Aci.

Rispetto al 31 marzo 2016 (851 Enti attivi) si registra una crescita delle attivazioni del 137%, grazie in particolare all’attivazione di tutte le Scuole del Lazio. Le operazioni di pagamento effettuate tramite pagoPA sono state 139.791 nel secondo trimestre 2016: 27.486 a aprile, 67.946 a maggio e 44.359 a giugno.  Analizzando i dati relativi alla Pa Locale, risulta che gli Enti attivi che hanno ricevuto almeno un’operazione di pagamento al 30 giugno 2016 sono solo 326 sui 2.000 attivi, ossia il 16,3%. La situazione è dovuta al fatto che in diverse Regioni l’operatività risulta ancora limitata nonostante il numero di Enti attivi per l’avvio sperimentale del pagamento tramite pagoPA.

Articolo pubblicato il 15 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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