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Quotidiano di Sicilia

Discariche e bonifiche, somme sprecate
di Rosario Battiato

Il punto del ministero dell’Ambiente: ritardi, solleciti e nessuna istanza di erogazione dei fondi dalle Regioni. In Sicilia soltanto il commissariamento ha sbloccato parte delle risorse della delibera Cipe del 2012

Tags: Rifiuti, Sicilia, Discarica, Ambiente



PALERMO – Nei giorni scorsi il ministero dell’Ambiente ha fatto il punto della situazione sui ritardi sul fronte della depurazione delle acque reflue e della bonifica delle discariche abusive. Due temi ormai da anni nel mirino dell’Ue e oggetto di quattro differenti procedure di infrazione che coinvolgono in pieno anche la Sicilia. L’occasione è stata stimolata da un’interrogazione a risposta immediata alla Camera (“Stato assegnazione risorse per interventi discariche abusive e depurazione acque reflue”).

È stato il ministro Galletti a intervenire per aggiornare lo stato dei residui dei finanziamenti per la bonifica delle discariche abusive e la depurazione delle acque reflue. Nel capitolo relativo alle discariche, il ministero dell’Ambiente “ha adottato un Piano straordinario di bonifica su 45 discariche (ora scese a 40), in attuazione della legge di stabilità 2014: con le risorse disponibili sono stati immediatamente finanziati interventi per oltre 68 milioni, di cui più di 59 con fondi ministeriali e i restanti con risorse regionali”.
 
La messa in sicurezza di 29 discariche, tra Abruzzo, Puglia, Sicilia e Veneto è disciplinata da Accordi di Programma Quadro sottoscritti con le Regioni. Tuttavia ad oggi continuano i ritardi e le risorse non sono ancora state assegnate. Su questo punto Galletti è chiarissimo: “Il Decreto Ministeriale di approvazione del Piano e gli Accordi di Programma prevedono che l’erogazione delle risorse assegnate avvenga dopo la presentazione dei quadri economici definitivi degli interventi e poi con le successive attestazioni dello stato di avanzamento dei lavori”. Peccato che, ad oggi, a fronte “dei numerosi solleciti da parte del Ministero, non è pervenuta dalle Regioni alcuna istanza di erogazione dei fondi e dunque le risorse non sono state trasferite”. Le altre 16 discariche (ridotte a 14 in seguito alla bonifica di 2) sono inserite nella “fase programmatica” del Piano straordinario e pertanto gli interventi potranno essere attivati non appena reperite le risorse necessarie. Inoltre la legge di Stabilità 2016 mette a disposizione 30 milioni di euro da distribuire in parti uguali sul triennio 2016-2018 per il rifinanziamento del piano.

Il governo intanto lavora per superare i ritardi registrati nell’attuazione degli interventi che sono oggetto di contenzioso comunitario. Nel 2015 era stata istituita la cabina di regia presso la presidenza del Consiglio che aveva concordato di attivare “i poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni e degli Enti locali inadempienti, procedimento avviato con i provvedimenti di diffida, dei quali risultano decorsi inutilmente i termini, e sta definendo quindi la nomina di un Commissario Straordinario cui assegnare tutte le risorse finanziarie statali destinate agli interventi”.

Non si sta meglio sul fronte della depurazione delle acque reflue. Per le Regioni del Mezzogiorno ci sono ancora in piedi i fondi della delibera Cipe 60/2012 che aveva assegnato complessivamente 1,6 miliardi (più di uno solo per la Sicilia) a valere sul fondo Sviluppo e coesione. A distanza di quattro anni la Regione ha speso pochi spiccioli e, anche in questo caso, si sta procedendo con la struttura commissariale, guidata dall’assessore Contrafatto, che proprio ad agosto ha pubblicato cinque gare per un importo complessivo di 245 milioni di euro.
 

 
M5S: “Relazione su Sicilia fotografa disastro in atto”
 
ROMA - “La relazione sui rifiuti in Sicilia, elaborata dalla commissione Ecomafie e approvata in Parlamento, semplicemente fotografa la realtà del disastro in atto”. Lo affermano i componenti M5S della commissione parlamentare Ecomafie. “Il ciclo dei rifiuti - spiegano - non solo è compromesso, inquinato da infiltrazioni mafiose e si connota sempre di più come un vero e proprio disastro ambientale con responsabili sia a Palazzo Chigi che a Palazzo d’Orleans. Il danno per la salute dei cittadini e per l’ambiente ha una portata a dir poco catastrofica. Questa gravità non è un nostro punto di vista, ma è un complesso lavoro svolto da tutta la commissione Ecomafie che ha speso mesi sul terreno. Un disastro quindi che ha la complicità del governo nazionale in continuità con Cuffaro e Lombardo, una totale illegalità nella gestione delle discariche e dei rifiuti in genere: serve un Piano rifiuti condiviso che punti sulla raccolta differenziata e sul compostaggio e non su fantomatici termovalorizzatori che vedrebbero la luce, nelle migliore delle ipotesi, tra non meno di 4 anni”.
I commissari M5S della commissione Ecomafie sono allarmati dal quadro che emerge dalla relazione appena approvata all’unanimità, Claudia Mannino che ha svolto le dichiarazioni di voto sottolinea come: "Ci troviamo di fronte ad un sistema di illegalità diffuso e ramificato che costituisce uno degli ostacoli ad un’autentica risoluzione delle problematiche”.

Articolo pubblicato il 16 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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