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Catania - Un nuovo Piano di riequilibrio per salvare il Comune
di Desirée Miranda

Questo rimodula quello approvato ad inizio sindacatura, già presentato prima da Stancanelli. Per Girlando, dalle dismissioni immobiliari arriveranno circa 45 milioni di euro

Tags: Catania, Giuseppe Girlando, Enzo Bianco



CATANIA - “Il nuovo Piano traghetterà il Comune da una condizione di squilibrio strutturale, con tensioni finanziarie che obbligavano a un ricorso a costose anticipazioni di cassa, a una impostazione rigorosa che punta sul contenimento della spesa, determinando l’ingresso in una fase nuova”.
 
Con queste parole il sindaco di Catania Enzo Bianco annuncia alla città l’approvazione del piano di riequilibrio da parte della giunta comunale che rimodula quello approvato ad inizio sindacatura il quale, a sua volta, era già stato presentato dall’amministrazione precedente guidata da Raffaele Stancanelli. Parole positive e di encomio per il lavoro svolto dall’assessore Girlando e il suo team. Un piano arrivato con grande ritardo, come l’approvazione del bilancio consuntivo 2015 approvato solo ad agosto, e aiutato molto dall’approvazione del Decreto legge n. 113 su “Misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio”, entrato in vigore a giugno.

Grazie al decreto approvato dal governo Renzi  non solo la scadenza per l’approvazione del Piano è slittata al 30 settembre, è stato stabilito di potere andare in deroga agli articoli 188 e 194 del decreto legislativo n. 267 del 2000 sugli enti locali, ovvero la possibilità di inserire nel nuovo Piano di riequilibrio finanziario le passività sottovalutate o non previste nel vecchio Piano. Con il nuovo documento di riformulazione dei debiti per i prossimi 30 anni si dovrà fare fronte a molte spese alcune delle quali non previste come notevoli debiti fuori bilancio, ma dall’amministrazione annunciano di non avere inserito “nuove tasse né aumenti di tributi e tariffe comunali, dai rifiuti alle mense scolastiche, né riduzione delle risorse dei Servizi sociali”.

“Eppure siamo riusciti a superare il drammatico taglio dei trasferimenti di Stato e Regione e la mancata previsione di potenziali debiti fuori bilancio, successivamente emersi, attraverso la programmazione di una serie di azioni coordinate che riguarderanno il taglio di spese superflue, la dismissione di beni comunali come alcuni immobili e la rete del gas, e la lotta all’evasione fiscale attraverso il miglioramento delle capacità di accertamento e riscossione”, spiega l’assessore Girlando. In particolare, per la voce riguardante le passività potenziali, calcolate in 8 milioni di euro nel vecchio piano, “abbiamo finalmente istituito un fondo di garanzia per 35 milioni più, per maggiore cautela, ulteriori 20 milioni”, aggiunge Girlando.

Se non ci sono aumenti per i cittadini però, i soldi da qualche parte devono comunque arrivare, pertanto l’amministrazione Bianco ha previsto soprattutto dismissioni immobiliari “dalle quali contiamo, prudenzialmente, di recuperare circa 45 milioni di euro a fronte di una stima complessiva del valore di circa 60 milioni”, dice l’assessore al bilancio, ma anche dalla cessione della rete del gas, peraltro obbligatoria dal prossimo anno, dalla lotta all’evasione fiscale per cui “prevediamo poi di ottenere ogni anno 10 milioni in più rispetto a quanto originariamente previsto”, afferma ancora Girlando e dalle partecipate che “diventeranno, finalmente, fonte di ricavi: dal 2017 daranno al Comune utili per 250.000 euro e dal 2018 dovrebbero salire fino a un milione all’anno”, sostiene l’assessore al bilancio che annuncia anche “diverse altre azioni di risparmio”.

Articolo pubblicato il 17 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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