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Tutela dei diritti dei cittadini europei
Tags: Trattato Di Lisbona, Unione Europea



Che cosa cambia per i cittadini con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona?
“Il trattato di Lisbona - è scritto nel sito web - cerca di rafforzare la capacità operativa dell’Unione europea migliorando la coerenza delle azioni condotte al suo esterno, ampliando la gamma delle politiche interne, aumentandone l’efficacia in termini di risultati e conquiste per i cittadini e dotandola di istituzioni moderne, capaci di operare in un’Unione a 27 e risponde alle preoccupazioni espresse dai cittadini europei”. Ad esempio, tiene pienamente conto dell’impegno politico di affrontare le due sfide indissociabili del cambiamento del clima e della sicurezza energetica. Per la prima volta i trattati contengono una sezione dedicata all’energia che assegna alla politica condotta in questo campo obiettivi concreti: garantire il corretto funzionamento del mercato energetico, in particolare l’approvvigionamento energetico e la promozione dell’efficienza energetica e del risparmio di energia, e incoraggiare lo sviluppo delle fonti energetiche nuove e rinnovabili.

Tra le altre novità, il trattato consente di affrontare gli aspetti transfrontalieri della salute pubblica e della protezione civile, come pure di sostenere le attività sportive transfrontaliere.
Il trattato pone la libertà, la giustizia e la sicurezza al centro delle sue priorità. L’Unione europea sarà meglio attrezzata per combattere le organizzazioni criminali che favoriscono l’immigrazione clandestina e per contrastare il terrorismo attraverso il congelamento dei proventi di attività illecite.

Il trattato di Lisbona conferma anche l’impegno dell’Ue di elaborare una politica comune per l’immigrazione. Il trattato contiene, infine, una “clausola di solidarietà”, secondo la quale l’Unione e gli Stati membri sono tenuti ad agire di concerto, in uno spirito di solidarietà, se un paese europeo è colpito da un attacco terroristico, oppure vittima di una calamità naturale o ad opera dell’uomo.
“Queste nuove disposizioni - si afferma nel sito web - consentiranno all’Unione europea di attuare in maniera più efficace le sue politiche intese a garantire la crescita economica e la competitività, migliorare l’occupazione e le condizioni sociali, rafforzare la sicurezza personale e collettiva, tutelare l’ambiente, offrire migliori condizioni di salute, sviluppare la coesione e la solidarietà tra gli Stati membri, nonché il progresso scientifico e tecnologico, e infine migliorare la propria capacità d’intervento sulla scena internazionale”.

Il trattato introduce anche un sistema istituzionale stabile che consente di adottare le decisioni in modo più veloce e trasparente, con un migliore controllo democratico e un maggiore rispetto per le decisioni adottate al livello appropriato.
“I cittadini comprenderanno meglio chi è responsabile di cosa e le motivazioni di un eventuale intervento da parte dell’Unione europea”.

Il Parlamento europeo non avrà più di 751 membri. Per ogni paese il numero dei rappresentanti varierà da un massimo di 96 ad un minimo di 6. È stata inoltre creata una nuova figura permanente, vale a dire il presidente del Consiglio europeo, che sarà nominato dallo stesso Consiglio europeo per un periodo di due anni e mezzo per dare maggiore continuità e stabilità ai suoi lavori.

Articolo pubblicato il 01 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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