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Messina - Taormina FilmFest: futuro incerto legato a doppio filo con TaoArte
di Massimo Mobilia

Scaduta la convenzione con la società che ha organizzato le ultime cinque edizioni della kermesse. Si lavora su un bando pubblico per l’affidamento, ma i tempi sono strettissimi

Tags: Taormina, Filmfest, Taoarte



TAORMINA (ME) - Durante gli anni d’oro della “dolce vita” artisti del calibro di Audrey Hepburn e Federico Fellini facevano a gara per sfilare sul red carpet della Rassegna cinematografica di Taormina. Da Sophia Loren a Claudia Cardinale, da Vittorio Gasmann ad Alberto Sordi, da Gregory Peck a Richard Burton, tutto il gotha del jet set internazionale si riuniva ogni anno nella Perla per mettere in mostra le nuove pellicole e per passare le vacanze tra paparazzi, amori e tuffi nel mare di Mazzarò, quando la Mostra del Cinema di Venezia passava ancora in secondo piano. Perfino due colossi come Eduardo De Filippo e il taorminese d’adozione Nino Manfredi, scelsero il palco del Teatro Antico per la loro ultima apparizione in pubblico.

Eppure negli ultimi decenni abbiamo dovuto documentare la parabola discendente del Taormina Filmfest, purtroppo legato alle grane economiche di TaorminaArte, e la cui prossima 63esima edizione è connotata da un grosso punto interrogativo.

È scaduta, infatti, la convenzione con la società Agnus Dei di Tiziana Rocca che ha organizzato le ultime cinque edizioni e il Comune di Taormina, insieme a quello di Messina (enti gestori del Comitato organizzatore), hanno espresso l’intenzione di pubblicare un bando per l’affidamento della nuova Rassegna. Un bando però ancora tutto da definire, con il sindaco di Messina, Renato Accorinti, che mira a scorporare le serate del Festival per portare pellicole e premiazioni in riva allo Stretto. Idee in contrasto con quelle del primo cittadino di Taormina, Eligio Giardina, intenzionato a concedere a Messina soltanto una serata. Entrambi concordano comunque sulla selezione pubblica volta a trovare un nuovo general contractor, ma in tempi davvero molto stretti.

“Siamo in fase di elaborazione – ha detto Giardina - e decideremo insieme al Comune di Messina, senza commissioni esaminatrici, per garantire continuità e qualità alla Rassegna”. Il sindaco della Perla vorrebbe presentare il Festival alla Bit di Londra, il che vorrebbe dire essere pronti per la prima settimana di novembre. Impresa difficile. A meno che - e sembrerebbe al momento l’ipotesi più plausibile - la Agnus Dei vinca il nuovo concorso, rimanendo al comando del Festival di cui conosce tutto a livello di logistica e organizzazione.

La questione, però, è fortemente influenzata dalle vicende di TaorminaArte, la cui trasformazione in fondazione è rimasta per il momento chiusa nei cassetti dell’assessorato regionale al Turismo. Come ricorderanno i nostri lettori infatti, è già pronto da marzo il nuovo statuto, esitato dalla Regione e sul quale i vari componenti del Comitato avrebbero dovuto deliberare per rimanere dentro il nuovo sodalizio. Il Comune di Taormina ha però espresso parere negativo, con voto in Consiglio comunale, su uno statuto definito “palermocentrico” e recepito come un diktat del governo Crocetta. Ergo, Palazzo dei Giurati si è tirato fuori. Da allora è tutto in stand by: TaorminaArte ha continuato a operare come in passato e la kermesse culturale si è svolta anche quest’anno al Teatro Antico col patrocinio del Comune.

Che fine ha fatto, dunque, la Fondazione? Ci sono 5 milioni di debiti da azzerare, più i decreti ingiuntivi pendenti, e il personale a secco di stipendi. Di tutto questo il nuovo statuto regionale non faceva menzione, da cui gli ulteriori dubbi dei consiglieri taorminesi. Ma se il futuro di TaoArte rimane incerto, non si capisce che validità possa avere il bando per l’individuazione del nuovo organizzatore del Filmfest, a meno che si decida di scindere la rassegna cinematografica dal futuro del Comitato culturale.

Ciò che è certo è che, senza i fondi regionali, gli organizzatori dovranno sostenere tutti i costi relativi alle ospitate di attori e registi, noleggio delle pellicole, materiale informativo e promozionale, e tutte le varie spese che ruotano attorno al Festival e che, negli ultimi anni, aveva coperto la Agnus Dei grazie a sponsorizzazioni private.

Articolo pubblicato il 21 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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