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Secco no di Virginia Raggi alle "Olimpiadi del mattone"
di Redazione

La sindaca di Roma: “Non sono sostenibili, porterebbero solo debiti”

Tags: Roma, Olimpiadi, Virginia Raggi



ROMA - “Queste Olimpiadi non sono sostenibili, porteranno solo altri debiti. è da irresponsabili dire di sì a questa candidatura. Lo abbiamo detto con forza a giugno, lo abbiamo detto in campagna elettorale e non abbiamo cambiato idea, anzi l’abbiamo rafforzata”.
Con queste parole, la sindaca di Roma, Virginia Raggi, in una conferenza stampa in Campidoglio ha annunciato che non sosterrà la candidatura di Roma per ospitare le Olimpiadi del 2024. Raggi hacitato i dati più significativi di uno studio condotto dall’Università di Oxford relativi ai costi sostenuti dai Paesi che hanno ospitato in passato le Olimpiadi e spiegato che il Belpaese sta ancora pagando i debiti delle Olimpiadi del 1960.

“Non ipotechiamo il futuro dei romani - ha detto - non ce la sentiamo”. Per questo “diciamo “no” alle olimpiadi del mattone”.
La conferenza stampa di Virginia Raggi si è svolta nel pomeriggio di ieri, dopo che è saltato l’incontro previsto sempre in Campidoglio fra il presidente del Coni Giovanni Malagò e la stessa Raggi.

“Il sindaco di Roma avrebbe dovuto dedicare al mondo dello sport un pò piu' di attenzione e rispetto”, ha commentato il presidente del Coni, Giovanni Malagò.

“Ci hanno convocato alle 14:30 - ha detto Malagò sul mancato incontro con la sindaca Raggi in programma oggi (ieri per chi legge, ndr) - e ci hanno fatto accomodare nel salottino del sindaco. C'era il suo portavoce. Intorno alle 14:50 ho chiesto notizie della sindaca, mi hanno detto che stava arrivando. Intorno alle 15:00 ci hanno detto che aveva un impegno istituzionale con Delrio. Ma la sindaca è uscita alle 13:15 dal ministero delle Infrastrutture. Alle 15:07 dopo 37 minuti, visto che 23 minuti dopo c'era la conferenza stampa, siamo andati via, pensando che se ci avesse voluto parlare ci avrebbe dovuto dedicare un pò più di attenzione e di rispetto”.
“Oggi non è solo un giorno triste per lo sport italiano. Oggi è un giorno triste per l`Italia e per chi sogna un Paese diverso ed un futuro migliore per i propri figli.

Il “no” della Sindaca Raggi obbliga l'Italia ad uscire sconfitta da una sfida senza nemmeno parteciparvi. Il netto rifiuto della Sindaca Raggi, ad una candidatura per i Giochi Olimpici e Paralimpici 2024, rappresenta più una scelta politica che istituzionale”. Lo dichiara Valentina Vezzali, deputato del gruppo Misto e pluriolimpionica di scherma e portabandiera italiana ai Giochi Olimpici Londra 2012.
“Inoltre, non aver voluto incontrare il presidente Malagò ed il comitato Roma2024 - dice Vezzali - dimostra una mancanza di rispetto non tanto nei confronti delle singole persone, ma verso ciò che queste rappresentano: lo sport italiano! Il sogno di un’intera Nazione si è trasformato in “capriccio” politico ed argomento da campagna elettorale. Ancora peggio poi le dichiarazioni di chi ha parlato di “scacco alla logica del malaffare”.

Per Vezzali “se davvero si vuole sconfiggere il malaffare, lo si deve affrontare e non rinunciare. La vera sfida alla quale Roma si sottrae oggi per volere della sua Sindaca, non è quella della candidatura olimpica, bensì quella del dimostrare che si può organizzare un grande evento, si possono assegnare appalti pubblici, si può sognare il riscatto di una città, in maniera “pulita”, affrontando e sconfiggendo il malaffare. Ritirarsi da questa sfida, non è un atto di coraggio: è invece una resa a mani alzate”.

Duro anche il commento di Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo Pd al Senato: “Alla faccia della trasparenza e dello streaming ad oltranza, la Sindaca Raggi evita gli incontri e fugge dalle responsabilità, il tutto all’insegna dello sgarbo istituzionale e del disinteresse completo del parere di quanti, associazioni e organizzazioni sportive, si sono prodigati fino ad oggi per ottenere le Olimpiadi a Roma. A chi giova tutto questo? A Roma e ai romani no di certo, ma soprattutto non giova al Paese che dalle Olimpiadi poteva trarre una spinta ulteriore per lo sviluppo e soprattutto la possibilità di guardare al futuro con più ottimismo. i tanti posti di lavoro sfumati per questa scelta, tutta ideologica e dovuta ai conflitti interni al movimento, ringraziano l’ottusità della Sindaca. Un’occasione mancata decisa sulla pelle dei romani e della città tutta”.

Articolo pubblicato il 22 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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