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Crocetta non si presenta all'Ars. Doveva riferire su sanità e Patto
di Raffaella Pessina

Comuni ed ex Province potranno utilizzare i 50 mln del fondo Cipe. Crocetta, atteso da martedì, non si è presentato in Aula

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Sanità, Baldo Gucciardi



PALERMO - Breve seduta ieri pomeriggio all’Assemblea regionale per approvare il testo della mini finanziaria che si è trascinata da prima delle ferie estive ad oggi. Sul testo i partiti non erano infatti riusciti a trovare un accordo ma finalmente ieri l’Aula ha votato il provvedimento. Tra gli articoli approvati vi è quello per i comuni e le ex province che entro il 30 novembre potranno ricorrere al fondo straordinario istituito con legge nel 2014 con criteri semplificati, per assumere i precari nelle pubbliche amministrazioni e utilizzare i 50 milioni di euro dei fondi del Cipe (Comitato interministeriale della programmazione economica).

Si tratta della riscrittura dell’articolo 6. Le amministrazioni dovranno presentare, entro quella data, una relazione sulle potenzialità di assunzione per il triennio 2016-2018 per poter fruire della misura che sostituisce il piano triennale richiesto fino ad oggi, che molti comuni dell’Isola non erano riusciti ad approvare La stessa norma semplifica i criteri di assegnazione dei fondi, avvantaggi alle isole minori, ma riduce le somme destinate ai comuni che nel giugno 2015 avevano dichiarato il dissesto finanziario a 250 mila euro. Inoltre  sono stati stanziati 2 milioni e 700 mila euro per il personale delle società partecipate. Serviranno per finanziare i contratti di servizi aggiuntivi di Servizi Ausiliaria Sicilia S.c.p.a. Il finanziamento riguarda anche Cerisdi e Irfis Finsicilia Spa.
 
Ieri prima della approvazione restavano ancora alcuni articoli: il 18 sulla proroga alla presentazione dei progetti comunitari che è stato approvato subito, bocciato invece l’articolo 25 sui contributi ai gruppi parlamentari, e approvato il 29 in materia di rappresentanze degli organi degli enti vigilati (ad esempio Eas, Espi) nonché l’1 sull’Internalizzazione del Fondo etico della Regione siciliana. Al termine è stato proposto di riportare all’ordine del giorno il ddl sulla panificazione atteso da molti anni dalla categoria e che la commissione di merito ha riscritto così come richiesto dal Parlamento nell’ultima seduta. La richiesta non è stata accettata.

Non si è presentato invece il presidente Crocetta
, che era atteso in Aula ieri pomeriggio per riferire su una serie di questioni, dal patto per la Sicilia  alla rete ospedaliera. Crocetta ha promesso al presidente Ardizzone che sarà in Aula martedì della prossima settimana, data in cui è stata rinviata l’Aula dopo circa un’ora di lavori. Intanto è stato approvato in commissione Bilancio il rendiconto finanziario per il 2016 della Regione siciliana. Il disegno di legge in 9 articoli, verifica il risultato di amministrazione per lo scorso anno e presenta un disavanzo complessivo di 418 milioni, 754 mila 416 euro. Ha pesato nel determinare il disavanzo la riduzione dei residui attivi in bilancio pari a 10 miliardi 507 milioni 483 mila euro che sono stati sottratti dalla somma dell’avanzo finanziario (6 miliardi 401 milioni 249 mila) e dell’entrata di esercizio in conto capitale e per accensione di prestiti che equivalgono a 21 miliardi 947 milioni 748mila euro. Le uscite per rimborso prestiti e spese correnti e in conto capitale sono 19 miliardi, 432 milioni 316 mila euro. Il documento ora sarà calendarizzato per l’Aula.

Il presidente della commissione di merito Vincenzo Vinciullo di Ncd ha rinviato in Aula la spinosa discussione sulla voragine dei debiti fuori bilancio (circa 30 milioni di euro) che in base alle nuove disposizioni nazionali in materia di contabilità devono essere annotati nel bilancio della Regione. Si tratta di debiti risalenti a vent’anni fa e contratti fino al 2000 già pagati dalla tesoreria della Regione. Infine si è tenuta un’audizione in commissione Bilancio con i rappresentanti sindacali della partecipata Sas. è emerso che serviranno ben 4 milioni di euro circa per  corrispondere stipendi per 2000 dipendenti e indennità contrattuali fino alla fine dell’anno, senza contare i contenziosi in atto per il riconoscimento dell’anzianità, l’allineamento dei lavoratori part time a quelli full time e l’adeguamento del salario accessorio.

Articolo pubblicato il 22 settembre 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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